Il ricorso presentato dalle curatele al Tribunale delle Imprese per i fallimenti della Agw e della Meccano Aeronautica per un importo totale pari a 68 milioni è stato respinto. La richiesta relativa all'azione di responsabilità per le due aziende, riconducibili all'imprenditore Alberto Veneruso, è stata rigettata. Per l'Agw la richiesta era di 53 milioni di euro mentre per la Meccano invece era di 15 milioni di euro e i giudici hanno disposto il pagamento delle spese processuali alla curatela: sono 50mila euro per ogni parte. Oltre a Veneruso la richiesta aveva riguardato anche la moglie Giuseppina Pica e il commercialista Giorgio Di Mare, erano assistiti dagli avvocati Giuseppe Fevola e Antonio Briguglio.

L'Agw è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Latina il 10 maggio 2012 con sentenza confermata anche in Appello. La richiesta era quella di condannare in solido - secondo le rispettive responsabilità - al risarcimento del danno in favore del fallimento Agw. Nell'atto di citazione erano stati presi in esame moltissimi punti, a partire anche da un particolare: il sistema appoggiava sulla costituzione di una società estera in zona franca attraverso l'interposizione di una società del Lussemburgo, è questo uno dei passaggi dell'azione che era stata esaminata dai magistrati. Nell'atto era stata inserita l'imponente inchiesta della Procura con il Dvd del processo penale. Per quanto riguarda invece la vicenda Meccano, nell'atto di citazione era stato preso in esame un punto ritenuto nevralgico: l'elemento caratterizzante delle condotte era un controllo totalitario della holder, aveva osservato la curatela.

I giudici Giuseppe Di Salvo presidente, Francesco Scerrato e Aldo Ruggiero, hanno rigettato entrambi i ricorsi e in una lunga sentenza hanno spiegato che: «A fronte di una ricostruzione generica dell'attività contestata, sulla base di una indagine che non ha trovato ancora conferme nel processo penale è immediato il richiamo ai principi della Cassazione secondo cui "per l'esercizio dell'azione di responsabilità, nei confronti dell'amministrazione di una società di capitali, non è sufficiente invocare genericamente il compimento di atti di mala gestio"».

La curatela comunque potrà impugnare la decisione.
Proprio nei giorni scorsi in Tribunale a Latina si doveva svolgere il processo che aveva portato nel settembre del 2016 all'emissione dei provvedimenti restrittivi nei confronti di Veneruso e altri imputati, davanti al Collegio Penale doveva deporre un investigatore della Guardia di Finanza, ma alla fine per un impedimento il dibattimento è stato rinviato. L'operazione era stata denominata Speedy Fly ed era stata coordinata dal pubblico ministero Marco Giancristofaro che aveva chiesto al gip l'emissione dei provvedimenti. Nell'inchiesta viene contestata la bancarotta e l'appropriazione indebita. Sempre sul fronte penale proprio ieri dal giudice Pierpaolo Bortone si doveva svolgere l'udienza preliminare nei confronti di Alberto Veneruso, Giorgio Di Mare e altri imputati per alcune bancarotte relative alla cessione dell'ex sito della Good Year. L'udienza è stata posticipata in questo caso al prossimo 14 giugno davanti al giudice Giuseppe Cario.