Con le restrizioni imposte per impedire gli assembramenti sia all'interno che all'esterno dei locali pubblici, specie bar e pub, si è creato un netto squilibrio col clima che si respira nelle piazze, come negli altri luoghi di ritrovo che ogni sera, praticamente fin quando è possibile circolare, si affollano le comitive di adolescenti e giovanissimi. Una situazione di promiscuità praticamente ingestibile anche per le forze dell'ordine, perché interessa molte zone del centro e gruppi di ragazzi piuttosto nutriti: la totale libertà che aleggia tra i giovani, trova facile riscontro nella lunga serie di scorribande segnalate qua e là dai cittadini, come dalle numerosi liti e aggressioni. L'ultimo episodio di violenza risale alla serata di sabato, quando alcuni adolescenti si sono picchiati per futili motivi in piazza San Marco e non accennavano a placarsi neppure all'arrivo di un genitore.

Quando i locali pubblici iniziano a chiudere, di sera la città continua a essere molto frequentata. Sono diversi i punti di ritrovo dei giovani, come le aree di sosta tra il teatro e il parco Falcone Borsellino, piazza Dante, viale Mazzini e il vicino piazzale Pordenone, la stessa piazza San Marco e piazza del Quadrato. Situazioni che possono rappresentare un rischio, vista la necessità di fermare il contagio, ma che sono anche una beffa bella e buona per gli esercenti che non possono alzare la saracinesca per contrastare qualcosa che avviene ugualmente, sotto i loro occhi. Girando per il centro di sera, capita persino di vedere ragazzi che mangiano all'aperto ciò che hanno comprato con la forma dell'asporto, dalla pizza ai panini die fast food. Una situazione difficile da gestire, che andrebbe affrontata a livello locale per non vanificare gli sforzi di chi sta affrontando una crisi senza precedenti per il bene del Paese. D'altro canto andrebbe chiesto uno sforzo maggiore alle famiglie, affinché vigilassero di più sui loro figli, che rappresentano un veicolo di contagio per il loro stesso contesto domestico.