Sessantaquattro positivi tra ospiti e operatori: il focolaio scoppiato sabato a Villa Silvana ha raggiunto numeri record. Si è triplicato il dato iniziale che contava "soltanto" 20 contagiati, tutti ospiti. In 48 ore il cluster è esploso assumendo proporzioni allarmanti, il numero degli anziani colpiti dal Covid ha toccato quota 54, e al conto vanno aggiunti anche dieci operatori: 64 positivi totali rappresentano più della metà delle persone presenti nella struttura. E di colpo il problema della diffusione del contagio all'interno delle Residenze sanitarie assistenziali è tornato a riprendersi la scena in materia di Coronavirus, a distanza di un mese e mezzo dagli ultimi focolai scoppiati nelle strutture per anziani della provincia, col caso dei troppi decessi (18) riscontrati nella Rsa di Cori.

La maggior parte degli anziani contagiati a Villa Silvana non presenta sintomi gravi ed è curata all'interno della struttura di viale Europa, per 5 di loro invece si è reso necessario il ricovero (4 al Santa Maria Goretti di Latina, uno in un nosocomio della Capitale). Villa Silvana è stata tra le prime Rsa della provincia (insieme a Residenza Pontina e Villa Azzurra) dove è stato somministrato il vaccino anti-covid, sia agli operatori sia agli ospiti. Sessanta dosi sono state iniettate il 7 gennaio, le rimanenti 54 il giorno successivo: per un totale di 114 quantità somministrate nella residenza apriliana. E adesso 64 di loro hanno preso il Covid-19. Naturalmente stiamo parlando di "prima dose" dell'antidoto Pfizer-Biontech che purtroppo da sola non basta per rendere una persona immune dal Coronavirus, ma c'è bisogno anche della seconda: il siero americano per diventare efficace richiede il richiamo a distanza di 21 giorni dalla prima iniezione.