Sono diverse le iniziative intraprese dal Parco Riviera di Ulisse per risolvere il problema della presenza di cinghiali all'interno dell'area protetta di Gianola e Monte di Scauri.
A ribadire questo impegno che si sta portando avanti già da tempo è la presidente dell'ente, Carmela Cassetta, in risposta alle segnalazioni giunte dall'associazione "AlmaNatura", presieduta dall'avvocato Mauro Piscopo. Quest'ultima associazione nei giorni scorsi aveva sollecito interventi urgenti, dopo aver denunciato uno stato di pericolo esistente nell'area (dove risiedono molti nuclei familiari) e aver reso noto un incidente che ha riguardato un ragazzo 17enne che alcune sere fa in sella al suo motorino si sarebbe scontrato con un cinghiale, riportando ferite tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso del Dono Svizzero.

«Il Parco già da tempo ha avviato un piano per la cattura di questi animali - ha specificato Carmela Cassetta -. Sono state installate delle gabbie, nelle quali vengono messe delle pasture. Gli stessi guardiaparco fanno dei turni la notte per queste operazioni. Gli animali vanno in un'area recinto». Da quest'ultimo vengono prelevati e poi una ditta specializzata li analizza prima di procedere con l'abbattimento o altro. Questo è solo uno dei vari programmi avviati per contenere la presenza di questi animali sia nella zona di Gianola che presso il monte di Scauri.

Alla lamentela sulla poca manutenzione della strada all'interno del Parco, la presidente ci tiene a precisare che la via «è stata asfaltata di recente con materiale ad hoc, trattandosi di un'area protetta e che non è assolutamente vero che non si fa manutenzione. Anzi sono stati fatti interventi mai eseguiti».
Anche per quanto riguarda gli alberi, questi una volta caduti restano in loco perchè si tratta di una riserva naturale.
Stessa motivazione per quanto riguarda l'illuminazione pubblica. «Trattandosi di una zona dove ci sono specie protette, non si può prevedere luce artificiale».