Ha denunciato il figlio. Non ha retto più alle richieste di denaro e non riusciva a vederlo in quello stato. E' una madre piena di coraggio la donna che nei giorni scorsi si è rivolta agli agenti della polizia per una situazione familiare che nell'ultimo periodo, anche per le liti frequenti che si registravano tra le mura domestiche, era diventata preoccupante. Nei giorni scorsi gli agenti hanno arrestato O.S., queste le sue iniziali, residente a Latina, 26 anni, accusato di maltrattamenti ed estorsione. Ieri difeso dall'avvocato Roberto Guglielmo a margine dell'interrogatorio di convalida, il ragazzo è tornato in libertà come ha deciso il gip Mario La Rosa che non ha convalidato l'arresto relativo ai reati contestati. Il quadro in cui sono maturati i fatti è diverso ed appartiene ad un disagio che risale a qualche tempo fa, quando il ragazzo aveva manifestato una certa apatia e aveva iniziato a chiedere ai genitori somme di denaro per comprare la sostanza stupefacente. 

Erano state diverse le denunce presentate e la donna aveva chiesto l'esercizio dell'azione penale preoccupata come può essere soltanto una mamma di quello che stava facendo il figlio che era diventato un consumatore sempre più assiduo di cocaina. Lo spiega in un passaggio il gip quando parla che ci si trova di fronte ad un dramma familiare e che non può risolversi con un uso privatistico della giustizia. In casa le liti erano molto frequenti e sono diventate sempre più aggressive per la situazione di O.S. che continuava a chiedere somme di denaro tra i 50, a volte i 20 e in un caso 100 euro. La madre coraggio ha sottolineato in una lettera inviata al giudice che la sua decisione è stata estrema e dettata da una situazione che era diventata drammatica: ha denunciato il figlio per sottoporlo ad un programma di disintossicazione in una struttura terapeutica.Nella lettera inviata dalla donna, è emerso che oltre a non temere per la propria incolumità e non sentirsi a disagio per le vessazioni subite, il suo obiettivo è quello di salvare il figlio mandandolo in comunità per disintossicarsi.