Non ce l'ha fatta il pensionato di 71 anni coinvolto in uno spaventoso infortunio mentre effettuava lavori edili presso l'abitazione di un suo conoscente, nelle campagne tra Borgo Faiti e Borgo San Michele: Antonio Marinelli è morto due giorni fa in un letto dell'ospedale San Camillo Forlanini di Roma dov'era ricoverato da due mesi circa per le gravi conseguenze dell'incidente sul lavoro.

Il drammatico episodio risale alla tarda mattinata di mercoledì 18 novembre, quando la vittima stava effettuando un intervento di sistemazione di una tettoia, una vecchia struttura utilizzata per il ricovero delle macchine, situata sul retro di un'abitazione in strada Migliara 41 e mezzo. Antonio Marinelli era ormai in pensione, ma era stato un fabbro molto apprezzato e per questo continuava a svolgere lavori occasionalmente. Come quel giorno, quando stava lavorando a una delle travi della tettoia.

In circostanze al vaglio dei Carabinieri della Compagnia di Latina, intervenuti quel giorno per i riscontri del caso col supporto degli ispettori del dipartimento di prevenzione dell'Asl, la trave alla quale stava lavorando l'operaio aveva improvvisamente ceduto, provocando il crollo dell'intera tettoia, travolgendo appunto il settantenne. Il rumore aveva richiamato l'attenzione delle altre persone presenti che si erano affrettate ad allertare i soccorritori, ma le condizioni di salute del ferito erano appare subito molto gravi per una serie di fratture importanti. Tant'è vero che l'uomo, soccorso da un'ambulanza del servizio 118, era stato trasportato d'urgenza, con l'elicottero, presso l'ospedale romano San Camillo Forlanini. A nulla però sono valsi i tentativi dei medici di salvargli la vita, le sue condizioni erano compromesse.

Nel frattempo era scattata l'inchiesta, a carico dei proprietari di casa che aveva fatto emergere una serie di gravi negligenze sul fronte della sicurezza sul lavoro. Una posizione, quella dei committenti dell'intervento di ristrutturazione, che a questo punto si aggrava ulteriormente.