Ha negato le accuse e ha detto di essersi sempre comportato correttamente, il tecnico radiologo della Asl finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata e poi per esercizio abusivo della professione medica.

L'uomo, un 57enne, è stato ascoltato poco fa dal gip, a cui ha risposto di essere estraneo alle accuse per cui la polizia lo ha arrestato lo scorso 23 dicembre, in quanto ritenuto responsabile dei gravissimi reati commessi nei confronti di due minorenni. 

Tutto è nato dalla denuncia di una delle vittime, una ragazza minorenne che a dicembre si era recata una di queste si recava al Poliambulatorio Distretto 2 della ASL di Latina (gli ambulatori di Piazza Celli) per sottoporsi ad un esame radiografico; durante la visita l'uomo avrebbe assunto degli atteggiamenti tali da far credere fosse  medico, costringendo la giovane a   a spogliarsi e rimanere solo con le mutandine e venendo toccata dall'indagato in prossimità del pube e dei seni.

Ci sono altre immagini pesanti, tra cui alcune donne seminude in uno spogliatoio, nei telefoni sequestrati al tecnico radiologo della Asl finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata e poi anche per esercizio abusivo della professione medica.
Roberto D.V., residente a Latina, 57 anni, incensurato fino all'altro giorno, ritenuto dai colleghi come una persona a modo di cui ci si poteva fidare, si spacciava per finto medico e riprendeva con un cellulare - piazzato in uno scaffale - le visite alle pazienti che le invitava a spogliarsi e poi palpeggiava nelle parti intime.

E' questo quello che hanno riferito le due vittime che hanno denunciato i casi, ma ci sono altri episodi: almeno sei. Gli agenti della Squadra Mobile stanno cercando anche di ricostruire le condotte dell'uomo in base alle visite che saranno incrociate con il contenuto delle foto sia sul cellulare che sul computer. Le parti offese sarebbero in questo caso donne maggiorenni e residenti in provincia di Latina.

Nei confronti del tecnico radiologo il Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza e il pubblico ministero Antonio Sgarrella hanno contestato anche il reato di esercizio abusivo della professione perchè il 57enne si spacciava per un medico e visitava le pazienti.
Gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal vicequestore aggiunto Giuseppe Pontecorvo, hanno raccolto infatti degli elementi molto coerenti sotto il profilo investigativo che hanno indotto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale Giuseppe Molfese ad emettere un provvedimento restrittivo come gli arresti domiciliari anche per la serialità delle condotte contestate.

Il primo step investigativo risale a un mese fa quando una minore si presenta in Questura e racconto di essere stata palpeggiata dall'uomo e di essere certa che nella stanza ci fosse la telecamera di un cellulare che ha ripreso tutta la scena. Nel corso della perquisizione la polizia ha sequestrato telefoni e pc dove c'erano altre immagini inequivocabili, tra cui quella di una altra ragazza che una volta che è stata identificata ha denunciato poi i fatti e infine di altre donne riprese in abiti succinti o seminude.
Immagini finite nella disponibilità dell'insospettabile tecnico radiologo che nei prossimi giorni sarà ascoltato dal giudice.

Gli inquirenti hanno contestato l'aggravante della violenza sessuale per la minore età di due parti offese, rimaste pietrificate quando il radiologo le ha fatte spogliare.

L'inchiesta prosegue, dopo le perizie sui telefoni non sono esclusi anche nuovi sviluppi sulla scorta di quello che riferiranno le donne che compaiono nei nuovi filmati e che una volta identificate saranno ascoltate dagli investigatori

di: La Redazione