Sei anni e otto mesi di reclusione con l'accusa di tentato omicidio. Questa la sentenza pronunciata dal giudice Giorgia Castriota oggi presso il Tribunale di Latina per A.G., 52 anni che la mattina dell'11 settembre del 2020 all'interno di un villino di Borgo Hermada sferrò 27 coltellate alla moglie, la 45enne M.P., prima di rivolgere il coltello contro se stesso ferendosi al punto da rischiare egli stesso la vita. Ieri la conclusione del processo, che si è celebrato con rito abbreviato, e la condanna. Il pubblico ministero Martina Taglione aveva chiesto 10 anni di reclusione, richiesta alla quale si è associato l'avvocato di parte civile Luana Sciamanna, che ha ricostruito in aula precedenti maltrattamenti denunciati in precedenza. Il legale dell'imputato, Gemila Dezio, puntava alla riqualificazione del reato in lesioni gravi, non ritenendo sufficienti le prove raccolte dalla pubblica accusa per configurare il tentato omicidio. Il giudice Castriota dopo una lunga Camera di Consiglio ha però confermato il reato di tentato omicidio infliggendo ad A.G., già ristretto nel carcere di Regina Coeli, una condanna di 6 anni e 8 mesi di reclusione.

I fatti sono avvenuti la mattina dell'11 settembre, quando la frazione di Borgo Hermada si svegliò nell'orrore. La donna venne colpita con 27 coltellate, per fortuna non letali, salvata da due vicini che intervennero una volta vista la scena dell'aggressione. L'uomo, dopo essere fuggito in un angolo del giardino, venne ritrovato agonizzante dalla Polizia: aveva rivolto il coltello contro se stesso ferendosi alla pancia e alla gola. Dopo un lungo ricovero in ospedale, è stato trasferito a Regina Coeli, dove tuttora si trova. Oggi la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione.