Ergastolo per gli esecutori materiali, 25 anni di reclusione ciascuno per i complici. Queste le richieste della pubblica accusa nel processo sull'omicidio di Gaetano Marino, il boss di camorra ucciso il 23 agosto del 2012 sul lungomare di Terracina. Le richieste del pubblico ministero, il sostituto procuratore della Dda Maria Teresa Gerace, sono state lette questa mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Gian Luca Soana del Tribunale di Latina. Per Arcangelo Abbinante e Giuseppe Montanera, ritenuti gli esecutori materiali dell'omicidio, il pm ha chiesto l'ergastolo con la misura dell'isolamento diurno. Per Carmine Rovai e Salvatore Ciotola, considerati complici nell'organizzazione dell'agguato, la pena chiesta dall'accusa è di 25 anni ciascuno.

La prossima udienza del lungo processo dovrebbe concludersi con una sentenza, ed è stata fissata per il 12 febbraio. Gli arresti per l'omicidio Marino risalgono al 2017, arrivati dopo una lunga e complessa indagine della Polizia del commissariato di Terracina su delega della Direzione distrettuale antimafia. Il 12 febbraio è prevista la conclusione delle discussioni con le arringhe del collegio difensivo, composto dagli avvocati Giuseppe Lauretti, Davino e Greco.

Come si ricorderà, l'omicidio di Gaetano Marino, secondo quanto ricostruito dalle indagini, è maturato all'interno di una faida per il controllo dello spaccio a Secondigliano. A favorire una svolta decisiva alle indagini della Dda, il collaboratore di giustizia Pasquale Riccio, un altro indagato diventato collaboratore di giustizia che ha indirizzato gli inquirenti.