Se per i fatti più gravi, che vedono coinvolti otto degli undici arrestati, l'inchiesta Dirty Glass si appresta ad approdare in Tribunale per il giudizio che si sta per celebrare con rito immediato, si è chiuso nei giorni scorsi un filone d'indagine secondario che vede coinvolti sia alcuni dei principali indagati, ma anche una serie di personaggi comprimari, venti in tutto, raggiunti nei giorni scorsi dagli avvisi di garanzia su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che aveva coordinato le indagini della Squadra Mobile di Latina.

Tra i principali indagati che rischiano l'imputazione, spicca certamente il nome di Luciano Iannotta, l'imprenditore sonninese di 49 anni ex presidente di Confartigianato e Terracina Calcio attorno al quale avevano iniziato a indagare i detective della Polizia. Con lui, nell'inchiesta bis, figurano anche il suo prestanome più fidato, Luigi De Gregoris suo coetaneo, il figlio di Iannotta, il venticinquenne Thomas, ma anche l'ex poliziotto Ivano Stefano Altobelli, il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa, il manager Natan Altomare, Giuseppe Giuliano Cavallo di Villa di Briano, Michele Tecchia di Ottaviano, Pasquale Pirolo di Curti, Gaetano Del Vecchio di San Cipriano d'Aversa, il finanziere privernate Luigi Di Girolamo, il romano Fabio Zambelli, Ermelinda Taiani, Adriano Franzese, Andrea Caputo, Franco Pagliaroli, Elena Del Genio, Daniele Ruggiero, l'imprenditore Franco Cifra e infine la società Italy Glass Spa.

L'inchiesta principale ha portato al giudizio immediato, con inizio il 9 febbraio, per gli stessi Luciano Iannotta, Luigi De Gregoris, Natan Altomare, gli imprenditori campani Antonio e Gennaro Festa, Pio Taiani, lo stesso colonnello Alessandro Sessa, e il maresciallo dei carabinieri Michele Carfora Lettieri. Attorno a loro era stato scoperto un sistema criminale basato su reati in materia fiscale e tributaria, violazioni della legge fallimentare, estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo a sistema informatico, rivelazioni di segreto d'ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d'asta, sequestro di persona e detenzione e porto d'armi da fuoco.