Sono orientate verso la vita lavorativa della vittima le indagini avviate dalla Polizia sull'inquietante intimidazione subita da un avvocato del capoluogo, un 46enne che alcuni giorni fa ha ricevuto un proiettile in un pacco recapitato attraverso la posta ordinaria. Il professionista non ha saputo fornire particolari sospetti, ma sembrano escluse le altre possibili piste legate alla sfera privata: in ogni caso, chi è arrivato al punto di compiere un gesto simile doveva essere spinto da un senso di rivalsa, spinto dal folle istinto di mettere in difficoltà la vittima alimentando i suoi dubbi.

In ogni caso chi ha pianificato quel gesto doveva conoscere molto bene l'avvocato, oppure ha studiato i suoi movimenti prima di spedire il piccolo pacco con la cartuccia all'interno. La scelta di recapitare la missiva a casa probabilmente non è casuale, volta a colpire il destinatario nella sua intimità, destabilizzarlo coinvolgendo appunto la sua vita privata. Della serie: so dove abiti.

Quel minimo di organizzazione che si nasconde dietro all'invio del pacco, si desume indirettamente dal fatto che non era semplice rintracciare l'indirizzo della residenza del professionista, in un condominio del quartiere Q5-Nascosa, se non attraverso la conoscenza diretta. Su internet non c'era traccia del suo domicilio, neppure nei curriculum rintracciabili attraverso gli enti con i quali collabora o ha collaborato nel recente passato. Un'informazione che il professionista non aveva reso pubblica neppure attraverso i comuni elenchi telefonici: i suoi unici riferimenti, sono legati allo studio legale che si trova nei paraggi del Tribunale.

La scelta dell'autore dell'intimidazione, di non coinvolgere direttamente il contesto lavorativo della vittima, può apparire anche come un tentativo di deviare il corso delle indagini, cercare in qualche modo di legare il movente alla sua vita privata. Dopo tutto l'ignoto mittente della missiva contenente la cartuccia, può avere avuto tutto il tempo utile per indagare sul domicilio del professionista e lasciare trascorrere tempo a sufficienza per eliminare, ad esempio, ogni traccia dei propri movimenti nel caso in cui abbia seguito la vittima per individuare la posizione della sua casa. Quindi al momento opportuno ha confezionato il plico e lo ha spedito con la posta ordinaria.