Centinaia di persone si sono ritrovate in piazza Roma per tributare l'ultimo omaggio a Gianfranco Compagno, decano dei giornalisti di Aprilia e cultore della storia locale scomparso all'età di 70 anni. Questa mattina sul sagrato della chiesa di San Michele Arcangelo si sono svolti i funerali, celebrati da Don Franco Marando, che ha voluto ricordare lo spessore sia professionale che umano di Gianfranco. "La città si stringe con affetto alla famiglia in questo momento di dolore - ha detto - ma di grande ricordo per tutta la sua opera svolta con il suo girare in ogni luogo, in ogni punto della città per raccontare, descrivere e dare anche il suo parere".

Alla cerimonia in tanti hanno speso parole per ricordare un giornalista graffiante, curioso e poliedrico, che per oltre 30 anni ha raccontato questo territorio. Un protagonista della città, presidente del comitato di gemellaggio tra Aprilia e la città brasiliana di Mostardas. Oltre alle figlie Manuela e Valeria hanno preso la parola per un ricordo anche il sindaco Antonio Terra, l'ex sindaco Gianni Cosmi, l'ex consigliera comunale ed amica Carmen Porcelli, il giornalista del "Giornale del Lazio" ed allievo Riccardo Toffoli, il giornalista e rappresentante di Stampa Romana Gaetano Coppola e lo scrittore e Premio Strega Antonio Pennacchi, amico di lunga data di Compagno. "Gianfranco - ha ricordato Pennacchi nel suo intervento - interpretava alla lettera quello che deve fare un buon giornalista: era al servizio di chi è governato, non di chi governa, del potere. E per questo nelle conferenze stampa con le sue domande mordeva, ma mai mosso dal livore del nemico ma nell'intento di scoprire e capire quello che dicevano gli altri. Non solo amava la città, amava le storie che raccontava. Era un giornalista di grande forza ed è questo il messaggio che lascia ai più giovani: devi mozzicare il potere, non devi leccare o essere il servizio del potere. E sicuramente starà nel paradiso dei giusti, insieme a Luigi Podestà che è stato nostro comune maestro socialista".