È durata circa tre ore l'autopsia sul corpo del giovane di Formia Romeo Bondanese, rimasto ucciso martedì scorso mentre era con gli amici e il cugino, anche lui ferito, ma fuori pericolo. L'esame autoptico è stato condotto nella mattinata di ieri dal medico legale del Policlinico Gemelli di Roma Vincenzo Grassi, alla presenza di due consulenti di parte, uno dalla parte della vittima e l'altro per il probabile aggressore, il giovane 17enne di Casapulla, nella provincia di Caserta.
Dalla lunga perizia che è stata condotta sul cadavere, sono emersi dettagli che potranno portare alle indagini ulteriori sviluppi. Se da una prima ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti infatti, si ipotizzava che il presunto omicida avesse aggredito i due ragazzi di Formia con un coltello di tipo svizzero, ora le ipotesi non coinciderebbero con le ferite riscontrate sul corpo. Ieri in serata, nei pressi della darsena la Quercia a poca distanza dal delitto, è stato ritrovato un coltello in acqua. L'arma potrebbe essere quella usata per colpire i due cugini, ed è al vaglio della polizia scintifica.

Dall'esame delle lesioni della vittima infatti, i medici legali hanno rilevato una compatibilità con un'arma ben più grande di quella ipotizzata dagli agenti del commissariato di Formia. Sembra infatti, che il coltello utilizzato per ferire, corrisponderebbe ad una lama con una lunghezza tra gli otto e i dieci centimetri e larga poco più di tre centimetri. Il corpo inoltre, non presentava altre ferite, ed è stato dunque accertato che il fendente mortale che ha stroncato la vita del giovane Romeo, è stato solo uno, un unico colpo deciso che sarebbe entrato nella carne del giovane per circa dieci centimetri secondo i medici, recidendo l'arteria femorale.

Resta dunque aperta l'ipotesi che oltre all'arma che ha ferito i cugini Osvaldo e Romeo, e procurato allo stesso aggressore un taglio alla mano, potesse essercene un'altra, ma al momento resta ancora un'ipotesi da accertare non avendo ancora trovato l'arma.
Per ulteriori accertamenti infatti, nella giornata di oggi è atteso un riscontro da parte del dottor Vincenzo Grassi e dei due consulenti di parte, delle ferite sulla gamba del secondo ragazzo, in prognosi riservata all'ospedale Dono Svizzero di Formia, e successivamente partiranno alla volta di Casapulla per controllare che le ferite sulla mano del presunto omicida di Romeo, attualmente agli arresti domiciliari su disposizione del gip presso il Tribunale dei Minorenni Federico Falzone, corrispondano alla stessa arma usata sugli altri due.
Intanto nelle prossime ore è atteso anche il rientro del corpo di Romeo nella sua città. Nello stesso pomeriggio di oggi infatti, presso la chiesa di San Giovanni a Formia, l'arcivescovo di Gaeta, Monsignor Luigi Vari presiederà le esequie del giovane. Lo stesso monsignor Vari nei giorni scorsi, ha lanciato un appello ai giovani e ha sottolineato la volontà di non voler lasciare sole le famiglie coinvolte in questo dramma: «Rivolgo una preghiera a voi ragazzi: lasciatevi raggiungere, anche se il nostro passo a volte è lento e il fiato è corto. Abbiate consapevolezza dell'importanza della vita e che ogni azione ha delle conseguenze. Invito ancora una volta tutte le istituzioni di questo territorio a fare rete per eliminare le cause di drammi che spezzano la vita dei più giovani».