La situazione era diventata senza via d'uscita e alla fine una ragazza del capoluogo ha denunciato l'ex fidanzata del suo nuovo compagno che le aveva reso, secondo quanto sostiene la Procura e il pm Valerio De Luca, la vita impossibile. Minacce sui social network e poi anche incontri con una aggressione prima di natura verbale e poi fisica, finita con una prognosi di due giorni.
I fatti contestati sono avvenuti nella primavera del 2018 a Latina e ieri il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese, ha deciso per il rinvio a giudizio e il processo che inizierà nei confronti di una 32enne del capoluogo è fissato per il prossimo 13 settembre.
La ragazza - secondo quanto ipotizzato - non sopportava che il suo ex intrattenesse una relazione con una 27enne che alla fine è diventata la vittima di questa storia di stalking.
«Ha minacciato la ragazza provocando uno stato di ansia e paura e ingenereando il timore per la sua incolumità - ha osservato il pm nel capo di imputazione quando ha tirato le somme dell'inchiesta - e ha inviato diversi messaggi sui social dal tono minaccioso». Tra le altre accuse che hanno spinto la Procura a indagare, c'è anche quella relativa ad esempio ad una aggressione avvenuta nel quartiere dei pub quando la parte offesa è stata picchiata e ha riportato una prognosi di due giorni. «E' stata presa per i capelli e colpita», ha aggiunto il pubblico ministero nel capo di imputazione. Ieri nel corso dell'udienza preliminare il giudice ha accolto la prospettazione della pubblica accusa e ha disposto il processo sulla scorta anche delle altre accuse che sono state contestate, a partire ad esempio da quella di minacciare di bruciare l'auto alla parte offesa. I fatti contestati dagli inquirenti sono avvenuti nel capoluogo pontino per diversi mesi, da marzo a giugno del 2018 e la ragazza aveva presentato una denuncia in Procura. L'ultimo episodio che aveva di fatto paralizzato dalla paura la ragazza, era avvenuto fuori Latina quando la vittima dello stalking aveva incontrato la 32enne che l'aveva nuovamente minacciata con una frase che per gli inquirenti era stata inequivocabile: una minaccia di morte.