Il fatto
26.02.2021 - 10:00
«Già in passato ero stato chiamato in causa per questa vicenda ed ero stato scagionato, sono estraneo».
Come ha scritto il gip nel provvedimento restrittivo eseguito nei giorni scorsi, le indagini all'epoca effettuate e poi archiviate sono state riaperte per la recente acquisizione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Agostino Riccardo. «Hanno consentito di acquisire gli elementi che all'epoca mancavano al fine di una compiuta ricostruzione del delitto che già da allora traspariva sotto un profilo logico, risultando carente - ha ribadito il gip - sotto un profilo spiccatamente processuale». Nel provvedimento restrittivo la conclusione a cui è arrivata la Squadra Mobile è quella che è stata condivisa dalla Dda e dal gip. «L'omicidio aveva la palese finalità, da parte del sodalizio Ciarelli-Di Silvio, di riaffermare in contrapposizione al gruppo non Rom il proprio potere sui traffici illeciti nel contesto locale pontino, mediante una risposta immediata e violenta ad un grave atto di intimidazione nell'ambito di una strategia fondata sul pieno controllo del territorio con le tipiche modalità dell'associazione mafiosa».
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