Per le Sezioni Unite della Corte di Cassazione il benefit ambientale della Rida Ambiente non può ritenersi un tributo. Lo stabilisce un'ordinanza depositata oggi, con la quale l'intero procedimento che vede il Comune di Aprilia opporsi alla società titolare dell'impianto Tmb di via Valcamonica, viene rinviato al giudice ordinario. Un punto a favore per l'amministrazione comunale, che dal 2018 chiede alla società il versamento dei soldi del ristoro (che ormai superano gli 8 milioni di euro) in base un decreto commissariale regionale che fissa una percentuali sui conferimenti che impianti Tmb, discariche e inceneritori devono versare al Comune ospitante. "L'atto depositato oggi ha un valore importantissimo – commenta l'assessore all'Ambiente Monica Laurenzi – l'ordinanza di fatto boccia le motivazioni con cui l'azienda da anni evita di restituire alla città di Aprilia l'indennizzo per i danni ambientali prodotti dall'impianto di trattamento dei rifiuti. La nostra battaglia proseguirà ora davanti al tribunale ordinario".

La controversia giudiziaria tra la Rida Ambiente e il Comune di Aprilia è iniziata alcuni anni fa, con il rifiuto da parte dell'azienda di versare all'Ente di piazza Roma i benefit previsti dalla normativa regionale. Si tratta di un importo di diversi milioni di euro, superiore agli 8 milioni di euro secondo i calcoli degli uffici comunali, che l'azienda in questi anni ha continuato a ricevere dai Comuni che conferiscono i propri rifiuti nell'impianto apriliano, senza mai versarli al Comune. La motivazione addotta dall'azienda faceva proprio leva sulla natura tributaria del benefit e sul fatto che la Costituzione vieti alla Regione di legiferare in tale materia. Ora l'ordinanza della Cassazione rinvia tutto al giudice ordinario – anziché alla commissione tributaria – proprio rigettando l'oggetto della contestazione. "Prendiamo atto con soddisfazione della pronuncia della Cassazione – aggiunge il sindaco Antonio Terra – l'ordinanza di oggi dà ragione alla nostra impostazione e al lavoro assicurato in questi anni dagli uffici e dai legali del Comune. I nostri sforzi non sono ovviamente conclusi, ma l'atto di oggi fa ben sperare: la Cassazione rimette finalmente l'intera vicenda sui giusti binari. Siamo convinti che questa ordinanza aiuterà anche altri Comuni, peraltro, coinvolti in procedure simili in tutta Italia.