Esposti e denunce sembrano non bastare per la civile composizione di un dissidio condominiale che vede opposti un paio di attività artigianali di somministrazione di bevande e alcuni residenti di Piazza del Quadrato, angolo via Garibaldi.
Una diatriba che va avanti dal 2016 e che quattro anni dopo è ancora ai blocchi di partenza malgrado una serie di accertamenti abbia finalmente chiarito lo stato dell'arte. Oggetto del contendere sono gli scarichi delle acque reflue e quelli fognari che i due locali, entrambi situati al piano terra di un edificio di fondazione, sversano in una vasca di accumulo posta all'interno dell'area cortilizia dello stesso edificio, area esposta al condominio che si trova alle spalle della costruzione che ospita i due locali. E' molto frequente che la vasca di accumulo si riempia e non trovi sbocco nei condotti fognari, provocando così la fuoriuscita di liquami e la conseguente dispersione nell'aria di miasmi insopportabili.

La prima denuncia presentata alla Procura della Repubblica risale alla fine del 2017, e aveva portato alla nomina di un consulente tecnico d'ufficio al quale era stato affidato l'incarico di accertare se i rilievi mossi dal denunciante erano fondati o meno. La perizia attestava che i locali ai quali venivano contestate irregolarità nella gestione delle acque reflue risultavano essere in regola con gli allacci alla rete fognaria pubblica. Partita chiusa? Neanche per sogno.
Una consulenza di parte affidata ad un altro tecnico ravvisava diverse incongruenze nella verifica precedentemente affidata dalla Procura e sollecitava un approfondimento.
Il denunciante non si perde d'animo e presenta una denuncia querela presso il comando dei carabinieri, stavolta coinvolgendo undici persone tra gestori dei locali, proprietari degli immobili, funzionari e dirigenti del Comune, polizia municipale e perfino il sindaco. Siamo nel marzo 2020.

A settembre non è ancora successo nulla, e l'autore della denuncia si rivolge al Suap, servizio unico per le attività produttive, chiedendo che venga revocata la Scia che aveva consentito l'apertura di uno dei due locali pubblici.
Qualcosa si muove. La Polizia Locale effettua dei sopralluoghi, ma gli orari di apertura dei locali non coincidono con quelli di servizio dei vigili.
Poi finalmente lo spiraglio: il 15 gennaio 2021 il Suap comuncia che il Comando di Polizia Locale, nucleo di Polizia Ambientale, «ha rilevato la necessità di adeguamento del condotto fognario asservito alle attività commerciali presenti in loco... che convogliano i reflui all'interno di una vasca di accumulo posta all'interno dell'area cortilizia antistante l'edificio principale, che risulta ricolma di acque reflue, carta, escrementi, tanto da determinare la quasi totale ostruzione della bocca del condotto che collega la vasca stessa al collettore della rete fognaria cittadina».  E dunque? Le due attività commerciali sono state sollecitate, previa acquisizione del nullaosta da parte di Acqualatina, ad effettuare interventi di ripristino e adeguamento del condotto fognario di cui si servono. Tempi di esecuzione 30 giorni. Sono già trascorsi. I lavori non sono mai iniziati. Il dissidio è ancora aperto. E la saga continua.