Ha risposto a tutte le domande negando le gravi accuse che le vengono mosse: quelle, gravissime, di aver compiuto atti sessuali sulla nipotina di 5 anni. E ora il pm titolare dell'indagine Martina Taglione e il gip Giuseppe Molfese decideranno sulle richieste e sulla convalida o meno della misura cautelare.

Ieri la donna di 50 anni di Terracina raggiunta nei giorni scorsi dalla misura del divieto di avvicinamento per presunti abusi sessuali nei confronti della nipote, ha affrontato l'interrogatorio di garanzia. Secondo un'indagine della Polizia del commissariato di Terracina, condotta dopo una denuncia e le dichiarazioni rese in modalità protetta dalla piccola, la nonna avrebbe compiuto atti sessuali sulla nipote, per questo è stata nei giorni scorsi raggiunta dal divieto di avvicinamento con divieto di ogni forma di comunicazione con la bimba e la sua famiglia.

La donna, assistita nel procedimento dall'avvocato Andrea Di Micco, ieri ha deciso di non sottrarsi alle domande del giudice e di fornire la sua versione dei fatti, negando categoricamente le accuse ipotizzate nell'ordinanza firmata dal gip. Non solo. Il legale ha prodotto in aula un documento in cui la bambina avrebbe sostanzialmente ritrattato, in un colloquio con la madre, le accuse mosse nei confronti della nonna e per questo ha chiesto la revoca della misura. Il pubblico ministero si è riservato di valutare la documentazione prodotta in aula dal legale dell'indagata, per poi presentare le richieste al gip, che dunque ha sospeso la decisione. Le indagini della Polizia del commissariato di Terracina vanno avanti da qualche tempo ed erano partite per accertare episodi di presunti maltrattamenti compiuti dal padre. Durante gli accertamenti l'attenzione degli investigatori si era poi spostata sulla nonna per alcuni atteggiamenti della piccola che erano apparsi strani.