Fu una società di Latina a rilasciare i certificati di conformità per le mascherine proposte dall'imprenditore croato Andelko Aleksic e da Vittorio Farina alla Protezione civile del Lazio.
E' quanto riporta l'ordinanza del gip di Roma sullo scandalo di uno dei primi appalti per l'acquisito di presidi sanitari anti covid, in specie mascherine e camici. La società, i cui vertici al momento non sono indagati, non rientrava tra gli organismi deputati per le certificazioni CE9. Come spiega l'informativa del pm Paolo Ielo, questa storia è figlia della legislazione d'emergenza varata a marzo di un anno fa che ha consentito deroghe nelle norme stringenti sugli appalti pubblici. Deroghe in base alle quali era possibile «produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuali in deroga alle vigenti disposizioni in tema di possesso della marcatura CE».

Andava bene un'autocertificazione dei produttori o produttori. Nel caso finito sotto inchiesta il 17 marzo 2020 il direttore della Protezione civile del Lazio ha sottoscritto un contratto con la European Network Tic srl relativo alla fornitura di 5 milioni di mascherine FFP2, con idoneo marchio CE per un importo di 17,5 milioni di euro, versato al 50% al momento della stipula. A garanzia di tale fornitura fu consegnata dalla European una fideiussione rilasciata dalla Royal Mutua società cooperativa di mutuo soccorso, per l'importo di 8.7 milioni di euro. Risultato: la concedente la polizza non era autorizzata all'esercizio di attività di intermediazione finanziaria in quanto non iscritta nell'apposito albo. E i certificati di compliance sulla merce rilasciati dalla società di Latina non erano validi in quanto questa non era deputata al rilascio degli stessi.

La misura restrittiva agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Roma ha riguardato, appunto, Andelko Aleksic, Vittorio Farina, noto nel mondo della carta stampata, e Domenico Romeo, indagati, a vario titolo, per frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata. Aleksic e Farina, anche per traffico di influenze illecite. Sono stati sequestrati quasi 22 milioni di euro, a carico dei 3 arrestati e della società milanese European Network, nei cui confronti è stata emessa la misura interdittiva del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione. La European Network cambiò oggetto sociale il giorno in cui fu sottoscritto quel famoso contratto per le mascherine; fino al 17 marzo l'oggetto era attività di editoria, cui fu aggiunta l'importazione, esportazione e commercializzazione in Italia e all'estero di articoli igienico sanitari nonché prodotti per ferramenta.