Tre condanne per le rapine in serie messe a segno l'anno scorso a Latina. A fronte di una richiesta di sette anni di reclusione formulata dal pm Marco Giancristofaro, alla fine il giudice Pierpaolo Bortone ha condannato Giovanni Bernardi, 41 anni di Latina, a quattro anni e otto mesi. Stessa pena anche per gli altri due imputati che dovevano rispondere delle stesse accuse: Francesco Castellese, 38 anni e Pietro Gioè di 34 anni, entrambi siciliani, ritenuti gli autori di alcuni colpi avvenuti in una manciata di giorni nel capoluogo pontino. Ieri in Tribunale si è svolto l'ultimo atto del processo e i tre imputati hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, godendo in questo modo della riduzione di un terzo della pena. Erano difesi dagli avvocati Adriana Anzeloni, Daniela Fiore e Maxime Rocca e le difese hanno cercato di scardinare le accuse.

Il magistrato inquirente al termine della sua requisitoria ha tirato le somme chiedendo la pena più alta per Bernardi e poi cinque anni per i complici; al termine della camera di consiglio il giudice ha emesso la sentenza ed è scontato che una volta che saranno depositate le motivazioni le difese presenteranno ricorso in Corte d'Appello. Il quadro processuale dei tre imputati era molto articolato, alla luce delle risultanze investigative emerse nel corso delle indagini: il 17 febbraio del 2020 era avvenuta una rapina ad un alimentari in via Sabotino e poi in una tabaccheria di via Cisterna, a poca distanza da via Isonzo a Latina. In quell'occasione il titolare era stato anche picchiato. Era stata questa una azione molto violenta anche con l'uso di un'arma. In questo caso l'autore della rapina si era presentato nel negozio e aveva minacciato il proprietario.

«Dammi i soldi» e in un secondo momento dopo averlo colpito con il calcio della pistola alla testa, aveva preso il denaro che era in cassa arraffando anche 25 stecche di sigarette e subito dopo aveva percosso nuovamente con calci e pugni la vittima della rapina che era stata soccorsa da una ambulanza del 118 oltre che per il trauma subito anche per le ferite riportate.
Le indagini avevano portato ad un'auto usata per la fuga, una Alfa Romeo 147 che era stata fermata poco dopo e gli accertamenti dei detective avevano indirizzato alla risoluzione del caso e all'arresto dei presunti responsabili.