Maestre a casa dopo il vaccino, genitori costretti a riportarsi i bimbi. Accade anche questo con l'avvio della campagna vaccinale per educatrici e docenti, che con la prima dose di AstraZeneca in molti casi avvertono sintomi tali da dover mettersi in malattia. Ieri a Terracina un disguido organizzativo si è trasformato in un disagio per alcune famiglie, che si sono viste costrette a riportare a casa i bimbi di uno dei nidi comunali della cittadina pontina, il "Fantaghirò". L'assenza di alcune educatrici, rimaste a casa per i sintomi post-vaccinali, ha creato un po' di caos, una delle classi (composte ognuna da 7 bambini proprio per la situazione della pandemia) è stata dunque "chiusa" e, in assenza di sostituti, tutti a casa.

Diverse le proteste dei genitori, che si sono trovati ad annullare impegni di lavoro o a chiamare in fretta e in furia i nonni. Il direttore generale dell'Azienda speciale Carla Amici ammette il disguido: «Purtroppo è accaduto, due educatrici, a seguito dei sintomi post-vaccinali hanno comunicato ieri mattina alle 7 che non sarebbero venute a lavorare. La procedura vuole che si faccia una sostituzione entro 3 giorni, non è detto che si trovi subito il sostituto e dunque l'asilo si è trovato sguarnito. Non escludo che con un po' di flessibilità, visto che abbiamo realizzato le "bolle" (sette classi piccole, da sette bambini ciascuno, ndr), si potevano distribuire i bambini nelle altre classi in cui le maestre c' erano, ma sono decisioni da prendere in fretta e non sempre è facile. Domani (oggi per chi legge, ndr) mi recherò personalmente all'asilo per capire cosa è successo, di sicuro dovremo stare più attenti perché questo è un servizio a domanda individuale e disagi di questo tipo non devono accadere, e di base abbiamo anche ampliato il personale in questo periodo di Covid, ma c'è anche da dire che con l'avvio della campagna vaccinale tutte le scuole stanno cominciando ad avere questi problemi e si dovrà correre ai ripari».

Il quadro provinciale
Ieri un altro decesso (un paziente residente a Roccagorga) nel conto complessivo provinciale, salito a quota 448 vittime, e 78 contagi. Una diminuzione di casi positivi, quella annunciata dalla Asl di Latina nel consueto bollettino quotidiano della pandemia, dovuta al minor numero di tamponi processati domenica, vale a dire poco più di 500. A non calare, invece, sono i ricoveri all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina dove, nell'arco di due giorni, si sono registrati oltre 40 accessi per Covid al Pronto soccorso. Domenica, infatti, se ne erano contati almeno una ventina mentre ieri altri venticinque. Prese in carico che, come abbiamo già sottolineato nel giornale di ieri, vedono come protagonisti in questa terza ondata dell'emergenza sanitaria dei pazienti molto più giovani rispetto a quanto accadeva nella prima e seconda fase della pandemia. I sintomi più ricorrenti restano gli stessi: febbre e difficoltà respiratoria.