Ieri mattina era prevista la prima udienza ma alla fine a causa della mancata notifica alle parti offese, tra cui alcune banche, società finanziarie e all'Inps, il processo dell'operazione Scarabeo è stato rinviato al 22 aprile e poi al 14 maggio.
Sono cinque gli imputati che devono rispondere di associazione per delinquere e che sono detenuti e nei cui confronti la Procura ha esercitato l'azione penale sula scorta anche di quello che avevano deciso i giudici del Tribunale del Riesame che avevano confermato l'impianto accusatorio.

Nel corso della prossima udienza si aprirà il dibattimento con una serie di questioni e sarà affidato anche l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche; a seguire si inizierà con la citazione dei testimoni della pubblica accusa, rappresentata dai pm Valentina Giammaria e Claudio De Lazzaro.

Non tutti hanno scelto la strada del rito ordinario, altri imputati infatti hanno optato per il giudizio abbreviato godendo in questo modo della riduzione di un terzo della pena per altri invece c'è lo stralcio.
Sul banco degli imputati ci sono: Francesco Santangelo, dipendente della Procura e poi Marco Scarselletti, Giorgio Vidali, Marco Capoccetta e Giuseppe Cotugno.

Le indagini erano scattate a seguito di una fuga di notizie relativa a delle operazioni di sgombero di alcuni alloggi al Colosseo di Latina e lo sviluppo di questo filone investigativo aveva portato anche in un'altra direzione. La parte centrale dell'inchiesta ha riguardato i prestiti: alcuni imputati a diverso titolo e con ruoli differenti, hanno individuato persone a cui era negato l'accesso al credito finanziario e offrivano in questo modo consulenze che in realtà prevedevano anche la contraffazione di documenti per forzare in questo modo il prestito. A vario titolo le accuse sono associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falsità materiale, contraffazione di pubblici sigilli, autoriciclaggio, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, abuso d'ufficio, favoreggiamento e corruzione per l'esercizio della funzione.

Erano stati tredici i provvedimenti restrittivi eseguiti lo scorso 30 ottobre nell'ambito dell'operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo ed era stato il gip Giuseppe Cario ad emettere il provvedimento. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, venivano individuate persone a cui era bocciata l'accessione al credito finanziario e l'offerta riguardava delle consulenze.

In fase di indagini preliminari e nel corso dell'interrogatorio di garanzia, la maggior parte degli imputati sottoposti alla misura cautelare, aveva scelto la strada del silenzio, quasi tutti si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. A seguire i giudici del Riesame avevano mantenuto inalterato l'impianto accusatorio che era stato ritenuto coerente e la decisione dei magistrati romani aveva rinforzato l'ipotesi investigativa. All'organizzazione si erano rivolti anche dipendenti pubblici che tramite l'alterazione di buste paga avevano chiesto dei prestiti alle banche: l'inchiesta ha portato alla scoperta dei raggiri agli istituti di credito e alle società di credito. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Gaetano Marino, Angelo, Farau, Leonardo Palombi, Gianfranco Testa, Giuseppe Napoleone, Calogero Nobile. Tra un mese si torna in aula.