Adesso sono davvero in ginocchio. Ne hanno viste tante di calamità naturali nel corso degli anni ma mai una grandinata della portata di quella che si è abbattuta nelle scorse ore su alcuni fondi agricoli della migliara 41. Una vera e propria bomba caduta dal cielo in forma di chicchi grandi come noci che hanno devastato, nel giro di pochi minuti, oltre 20 ettari di coltivazioni, soprattutto del ricercato ruscus verde ornamentale. Roberta, la proprietaria di tre di questi grandi fondi, ieri mattina osservava la catastrofe con gli occhi lucidi, consapevole di aver perso almeno il 70% dell'introito preventivato dall'azienda di famiglia che gestisce col marito e che dà lavoro a più di ottanta persone. «Ottanta famiglie coinvolte in un disastro senza precedenti - ha spiegato non senza fatica -. Per avere un'idea della violenza della grandinata basta dare un'occhiata ai teli neri di copertura schiacciati a terra perché i pali di ferro e cemento non sono riusciti a reggere l'urto degli enormi chicchi. Una bomba. Un inferno. Uno strato di grandine alto quasi trenta centimetri. Migliaia di euro persi in un attimo».

Il sole che risplende a ventiquattr'ore di distanza dalla calamità naturale sembra quasi una beffa. Così come lo sembrano i pochi chicchi di grandine rimasti qua e là su queste distese sterminate di pianura pontina. «Sono state rovinate tutte le coltivazioni, ma le piantine di ruscus erano la nostra salvezza - ha sottolineato Roberta -. E purtroppo, adesso, non si può sostituire nulla in poco tempo. Tra il ripristino delle strutture portanti, e le coltivazioni, ci vogliono almeno tre anni per rientrare nel ciclo produttivo e questo significa che noi, per i prossimi tre anni, non potremo contare sugli incassi che avevamo preventivato».

Roberta ha anche allargato il discorso: «Non è la prima calamità che subiamo. Ce ne sono state altre nel corso degli anni, come gli allagamenti, e le abbiamo sempre affrontate da soli, senza l'aiuto di nessuno. Accendendo nuovi mutui, rimboccandoci le maniche. Abbiamo presentato domande, fatto segnalazioni e richieste di risarcimento danni. Risarcimenti che, se arrivano, sono sempre in forma minima rispetto al danno subìto. Un 30% del fatturato mancante. Una cosa è certa: quest'anno, tra il Covid, l'economia che non va, e questa batosta, difficilmente riusciremo a venirne fuori».
Per il momento, con la sua famiglia, ha già provveduto alle dovute comunicazioni agli enti preposti: «Abbiamo allertato il Comune di Latina, la Regione Lazio e la Prefettura - ha aggiunto Roberta - con la speranza che, almeno in questa occasione così eccezionale, si facciano avanti per darci una mano. Ci sono ottanta famiglie che attendono un loro segnale».