I tempi sono stati più veloci del previsto e i giudici del Tar hanno sciolto la riserva sul ricorso presentato da alcuni avvocati del Foro di Latina sullo scioglimento del Consiglio dell'Ordine nella querelle tra avvocati. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Non è escluso che i ricorrenti possano anche impugnare la decisione e andare al Consiglio di Stato. Da una parte Aurelio Cannatelli, Denise Degni, Umberto Giffenni e Federica Pecorilli, rappresentati dall'avvocato Giovanni D'Erme e che si erano rivolti ai magistrati di via Andrea Doria dopo la decisione di sciogliere il nuovo ordine costituito a seguito di un'altra sentenza del Tar che aveva disposto lo scorrimento della graduatoria. Dall'altra parte c'era il Ministero della Giustizia con l'intervento ad opponendum degli avvocati Biagio Coppa, Liliana Tari, Giacomo La Viola, Alfonso Falcone, Maria Luisa Di Nardo e Stefania Fracchiolla, rappresentati dall'avvocato Toni De Simone.

Al centro del ricorso la richiesta dell'annullamento del decreto firmato dal Ministero della Giustizia con cui il 22 dicembre scorso era stato sciolto il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Latina. Il nuovo organismo si è era formato sulla base di un'altra decisione dei magistrati sempre di via Andrea Doria che avevano annullato la nomina del Commissario Giacomo Mignano disponendo lo scorrimento della graduatoria. A novembre si era ricostituito l'Ordine degli Avvocati con la presidenza affidata a Umberto Giffenni ma un mese dopo da Largo Arenula era arrivata una nuova decisione che aveva sciolto il Consiglio e alla luce di questo nuovo colpo di scena era stato presentata un'azione giudiziaria. «Il nuovo commissariamento non ha alcun fondamento fattuale e giuridico», era uno dei passaggi. Da sei anni a questa parte il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati ha affrontato tre elezioni (2015, 2017 e 2019) e per tre volte è stato commissariato: prima con Stefano Bertollini e poi con Giacomo Mignano in due tranche diverse: la prima da novembre del 2019 fino all'ottobre del 2020 quando era stata emessa la sentenza del Tar, e poi dallo scorso dicembre ad oggi. «Pensiamo a risolvere i problemi e ad affrontare la crisi - ha detto il commissario Mignano dopo la sentenza - e non appassioniamoci a chi vince e a chi perde le cause».