Il primo dei due ultimi giorni in zona gialla non è andato secondo le aspettative delle diverse istituzioni. Nel capoluogo come in tutti i centri della provincia. Gli appelli al senso di responsabilità, a partire da quello lanciato venerdì dal sindaco di Latina Damiano Coletta - «Questo weekend non sia un saldo di fine stagione» -, ieri, complice anche la giornata di sole, si sono andati a scontrare con la voglia di evadere della gente prima dell'istituzione di quella zona rossa che sarà, di fatto, un lockdown che durerà da domani e almeno per i prossimi 15 giorni nel Lazio, in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e nella provincia autonoma di Trento, che sono andate ad aggiungersi a Campania e Molise. Poi, per il periodo pasquale, vale a dire da sabato 3 aprile a lunedì 5 aprile, l'Italia sarà tutta in area rossa.

Nel capoluogo pontino a poco è servita la chiusura di Capo Portiere decisa dall'amministrazione comunale, perché i cittadini hanno comunque invaso il litorale così come hanno affollato, in barba al divieto di assembramento, il centro città, soprattutto la zona dei pub che resta il fulcro della "movida" latinense. Va detto che la gran parte delle persone ha indossato la mascherina e questo ha ridotto, almeno in parte, il rischio di espansione del contagio. E all'appello del weekend manca ancora l'odierna domenica. Intanto il Covid-19, con o senza varianti, continua a dilagare in provincia: ieri, tra i 253 nuovi casi, sono spiccati i 45 del capoluogo, i 33 di Fondi, i 30 di Formia, i 29 di Cisterna, i 23 di Aprilia, i 15 a testa di Terracina e Priverno e i 12 di Minturno, tanto per citare solo i Comuni in doppia cifra.