Così tante ambulanze, con a bordo pazienti Covid, in fila sulla rampa di accesso al Pronto Soccorso dell'ospedale Santa Maria Goretti non si contavano da tempo, da quando eravamo in piena seconda ondata, tra ottobre e novembre. A dire il vero, in quel periodo, i positivi in attesa del proprio turno all'interno dei mezzi di primo soccorso erano molti di più rispetto a quelli di ieri, ma si trattava pur sempre del massimo picco dei contagi. Per questa terza ondata l'apice della diffusione del virus è previsto negli ultimi dieci giorni di marzo e l'ospedale del capoluogo si sta attrezzando per non farsi trovare impreparato. Ieri si sono registrati altri 17 accessi Covid che hanno ulteriormente fatto salire il conto dei ricoveri. Adesso per il nosocomio di Latina sarà fondamentale non andare in affanno. Di conseguenza si sta lavorando per la riconversione dei reparti: quello che ci attende è lo scenario 4. Adesso siamo fermi al 3, vale a dire sono garantiti 134 posti letto per i pazienti Covid, il passo successivo porterà a metterne a disposizione 176. E così si passerà ad una nuova fase, già sperimentata abbondantemente in occasione della prima ondata (un anno fa) e della seconda (in autunno).

Una buona parte degli attuali positivi ricoverati si trova al Pronto Soccorso (50), gli altri sono distribuiti nel resto dell'ospedale. Attualmente sono cinque le persone in terapia intensiva nel reparto di rianimazione, delle quali due intubate. L'attenzione è altissima e la direzione ospedaliera non vuole lasciare nulla al caso. Da qualche giorno, infatti, nella chiesetta del Pronto soccorso sono stati sistemati i letti per accogliere, se necessario, pazienti positivi. La cappella, svuotata degli arredi sacri in piena seconda ondata ma finora mai utilizzata, adesso è pronta per l'eventuale quanto probabile cambio d'uso.