Tre anni e 4 mesi in forza della rimodulazione dell'accusa principale: violenza sessuale su una minore.

Alla fine il giudice Bortone del Tribunale di Latina che doveva emettere la sentenza a carico del 30enne romano Antonio De Santis (difeso dagli avvocati , ha deciso che la difesa aveva colto nel segno e ha derubricato la grave accusa di violenza sessuale in atti sessuali con minore, che resta sempre un grave reato, ma che ha permesso di arrivare alla sentenza di condanna a 3 anni e 4 mesi. E pensare che il pubblico ministero Simona Gentile aveva chiesto 4 anni di carcere.

La vicenda risale al giugno del 2017 quando l'imputato avrebbe preteso prestazioni sessuali da una ragazzina non ancora maggiorenne e per ottenerle non avrebbe nemmeno lesinato minacce e ricatti. L'avrebbe infatti costretta dicendole che aveva in mano foto imbarazzanti di lei, anche nuda. Scatti che il 30enne avrebbe ottenuto guadagnandosi la fiducia della vittima contattata con i sistemi di messaggistica online. Un corteggiamento che avrebbe fatto breccia nella ragazzina. Lei, alta, bella, avrebbe, secondo la difesa, tratto in inganno l'uomo che non avrebbe mai pensato di avere di fronte una 13enne, ma di essere invece convinto di avere di fronte una ragazza certo giovane, ma maggiorenne. E il rapporto consumato sarebbe stato del tutto consenziente. Nessun ricatto, nessuna minaccia di pubblicare gli scatti che la ragazzina gli avrebbe inviato. Dopo il rinvio per la decisione dell'udienza tenutasi venerdì scorso, ieri la sentenza.