Se è vero che la Cabina di regia nazionale per l'emergenza sanitaria ha annunciato che il Lazio è la regione con le maggiori possibilità di lasciare per prima la zona rossa, è altrettanto vero che a livello territoriale il Sars-Cov-2 continua a far registrare numeri non proprio ottimistici. Nella nostra provincia, ad esempio, anche ieri si sono contati 195 nuovi casi positivi al Covid-19 e altri due decessi - pazienti residenti a Priverno e Castelforte -, mentre 118 sono stati i guariti segnalati dalla Asl di Latina nelle ultime 24 ore. Sarà dunque la settimana che scatterà da domani ad avere un peso specifico, come del resto il famigerato indice Rt (quello che raggruppa i parametri della diffusione del virus), sul futuro dell'intera regione.
Una cosa è certa: per arginare ulteriormente il rischio di contagi le nostre istituzioni hanno già annunciato che verranno ulteriormente intensificati i controlli sul territorio. Più serrati rispetto a quelli messi in atto fino ad oggi visto che, evidentemente, non tutti i cittadini della provincia stanno rispettando appieno le misure restrittive che impone una zona rossa. Troppe, infatti, le città con una media di casi giornaliera a dir poco preoccupante per dormire sonni tranquilli. La stessa Asl ha già messo da giorni sotto la lente d'ingrandimento Fondi, Cisterna ed Aprilia (ieri rispettivamente 26, 24 e 23 casi) alle quali, non è da escludere, ne seguiranno altre. Oltre al capoluogo pontino, che di fatto non è mai uscito da questo monitoraggio stringente (ieri 38 casi), si terrà alta l'attenzione su Terracina (16), Pontinia (15), Cori (15) e Priverno (14).
Un'altra media statistica da non sottovalutare è quella relativa ai ricoveri che si stanno riscontrando quotidianamente all'ospedale Goretti di Latina: di fatto dieci accessi al Pronto soccorso. Una pressione che sta aumentando in maniera costante sul personale del presidio di via Antonio Canova e che ha già costretto la direzione ospedaliera a dare vita all'ennesima riorganizzazione interna per gestire al meglio l'urto della terza ondata della pandemia. In questo senso va letta anche la riconversione del reparto di Rianimazione: il reparto più sensibile della struttura, che ha tra le sue stanze quelle della terapia intensiva (cinque gli allettati dei quali tre intubati), dedicherà la più ampia da nove posti letto di nuovo ai ricoverati per Covid mentre quella più piccola, da cinque posti, ai pazienti con altre patologie. Proprio come ai tempi della prima ondata dell'emergenza sanitaria, quando il Goretti venne inserito tra i nove Hub anti-Covid della Regione Lazio.