In due occasioni aveva anche violato la misura disposta dal gip. I maltrattamenti - secondo quanto ricostruito dal pm Daria Monsurrò, titolare dell'inchiesta - sono andati avanti per diverso tempo da alcuni anni fino a quando la donna, una moglie esasperata e terrorizzata dalle condotte del marito che sempre più spesso si ubriacava, non ha deciso di denunciare tutto in Questura. Si è concluso con una condanna a quattro anni di reclusione il processo nei confronti di C.C., queste le sue iniziali, 50 anni, residente a Latina, sottoposto anche ad una misura di aggravamento per aver violato gli obblighi a cui era sottoposto dopo che il Tribunale aveva emesso un provvedimento nei suoi confronti.

E' stato il giudice Giuseppe Cario ad emettere la sentenza, accogliendo la richiesta della pubblica accusa che ha ricostruito le modalità con cui avvenivano le violenze tra le mura domestiche a partire da cinque anni a questa parte. A quanto pare l'imputato, oltre ad aver picchiato in alcune circostanze la donna, a volte aveva utilizzato la violenza psicologica per avere una specie di controllo sulla parte offesa. «Ti ammazzo», è una delle frasi finite negli atti del procedimento e che alla fine hanno indotto la compagna a rompere il muro di paura e omertà e a presentare una denuncia molto dettagliata in Questura. Lo scorso settembre l'imputato era stato sottoposto anche ad una misura restrittiva alla luce delle ultime violazioni che avevano indotto i magistrati ad emettere un provvedimento più afflittivo anche per il rischio che la situazione potesse degenerare.
Il 50enne infatti era stato sottoposto al divieto di avvicinamento ma questa misura non era stata rispettata. Nel corso del processo che si è svolto con il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena alla luce degli elementi che sono stati raccolti nel corso delle indagini, il giudice ha accolto la richiesta del pm che voleva quattro anni di reclusione.

C'è da sottolineare che i reati cosidetti di natura domestica o familiare, sono in netto aumento rispetto al passato e a incidere anche la decisione di molte vittime che appartengono a fasce estremamente deboli che vogliono denunciare e uscire in questo modo allo scoperto. Oltre a donne maltrattate da mariti e compagni e pesantemente minacciate, sono in aumento - rispetto al passato - i casi di genitori vessati dai figli e al centro dei conflitti ci sono sempre richieste di denaro per acquistare la droga.