In oltre 400 pagine il giudice Giorgia Castriota ha ricostruito l'indagine Astrice- Petrus e ha motivato le condanne emesse lo scorso dicembre nei confronti dei 25 imputati. In carcere i carabinieri del Nucleo Investigativo avevano scoperto con la collaborazione della polizia penitenziaria, un patto corruttivo grazie alla compiacenza di alcuni agenti che in cambio di favori hanno venduto ad alcuni detenuti la propria funzione. Non è un caso neanche la scelta del nome, Petrus riguarda come ha scritto il giudice una serie di cessioni di sostanza stupefacente da parte di Angelo Petrillone al momento dei fatti detenuto in carcere a Latina, mentre Astice ha riguardato le corruzioni degli agenti che hanno permesso di scoprire una serie di falle nella casa circondariale di via Aspromonte dove potevano entrare anche derrate alimentari. Tra i favori come ha elencato il giudice c'era di tutto: dai messaggi da recapitare all'esterno, fino all'uso del telefono cellulare, alla richiesta di trasferimento, oppure anche alla possibilità di far entrare alimenti: dal pesce al formaggio. Si sono rivelate determinanti le intercettazioni ambientali.

«Di fronte a tali scambi dialettici nel corso dei quali i protagonisti parlano - ha scritto il giudice - la conferma di dazioni di denaro, raggiunge livelli di credibilità piena». C'è il ruolo dell'ispettore Zinni e il giudice ricostruisce i rapporti che ha con i detenuti da Massimiliano Del Vecchio, quando si tratta di scegliere ad esempio i compagni di cella o di mettere a disposizione il telefono cellulare per chiamare all'esterno, fino al rapporto con Gennaro Amato, entrato in carcere nel gennaio del 2018 e che come ha evidenziato il magistrato ha ottenuto una sistemazione gradita, fino ai fratelli Angelo e Salvatore Travali. «L'attività di indagine ha fatto emergere la promessa di 1500 euro finalizzata ad un trattamento benevolo, comprendente l'introduzione all'interno del carcere di oggetti vietati dal regolamento». Nelle motivazioni il giudice ha riportato intere intercettazioni telefonicheper ribadire il prezzo della corruzione. La seconda parte delle motivazioni è dedicata invece all'operazione Petrus, nata in questo caso a Pontinia a seguito dell'esplosione di alcuni colpi di pistola il giorno di Pasqua del 2018. Nella rete di spaccio di stupefacenti che aveva portato ad Angelo, Simone e Riccardo Petrillone era finito anche un altro agente compiacente, Gianni Tramentozzi accusato di aver fatto entrare la sostanza stupefacente ma che ha permesso - ha scritto il giudice - di scoprire episodi riconducibili all'imputato di assenteismo. Il collegio difensivo dei 25 imputati è pronto a impugnare le condanne.