Al pronto soccorso del Santa Maria Goretti è arrivata il 19 marzo, dopo qualche ora è stata trasferita al secondo piano nel reparto di Medicina d'Urgenza dove è attualmente ricoverata con una trombosi. La prognosi è riservata, la 35enne del capoluogo è cosciente, comunica con i familiari via whatsapp, ma le sue condizioni non permettono di stare tranquilli. E' seguita costantemente da un'apposita equipe, presenta problemi seri ad alcuni organi: fegato e reni. La ragazza pontina prima che si manifestasse la presenza di coaguli nel sangue (trombi) aveva ricevuto la dose del vaccino AstraZeneca. La Asl Latina ha provveduto a segnalare all'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) il particolare evento avverso successivo alla somministrazione, come da prassi regolamentare, inviando tutta la documentazione necessaria.

Come noto, a livello europeo, non si tratta del primo caso di trombosi riscontrato in persone dopo la vaccinazione col farmaco anglo-svedese. Che ci sia connessione tra la somministrazione della dose e la coagulazione non è in alcun modo dimostrato, ma i dubbi inevitabilmente restano.
In merito è stato diffuso, qualche giorno fa, uno studio realizzato in Germania e diretto ad identificare la causa di queste trombosi che si generano dopo la vaccinazione con Astrazeneca. Secondo l'analisi affrontata dai ricercatori tedeschi sarebbe «una reazione immunitaria a provocarle. Quindi si tratta di eventi noti che possono essere curati». Il gruppo di lavoro del professor Andreas Greinacher dell'ospedale universitario di Greifswald ha riscontrato, nei campioni di sangue, rari casi di trombosi generate dopo la vaccinazione e innescate da un meccanismo simile a una trombocitopenia indotta da eparina (HIT) di tipo 2: «Possiamo dire che molto raramente qualcuno svilupperà questa complicazione ma se capita sappiamo come trattare questi pazienti».