L'ordine di perquisizione è arrivato da Roma, dove la Procura è da tempo sulle tracce di un giro nazionale di pedopornografia, e l'accertamento è stato effettuato nella tarda mattinata di ieri dalla Polizia Postale che ha bussato a casa di un impiegato 45enne di Latina, F.M., evidentemente incappato anche lui in qualche scambio online di immagini non consentite.
Ieri, dopo una veloce attività di verifica sul personal computer dell'impiegato, gli agenti della Postale hanno potuto accertare sul posto che non si trattava soltanto di sospetti e che le indicazioni fornite dagli investigatori romani erano fondate: nell'hard disk del pc di F.M. sono contenute molte immagini e video di carattere inequivocabilmente pedopornografico, tutto materiale che veniva continuamente scambiato su chat e socialnetwork pirata, come risulta dall'indagine avviata qualche tempo fa dalla Procura di Roma.

Colto in flagranza di reato, l'impiegato si è visto notificare seduta stante un ordine di arresto di iniziativa della Polizia; gli investigatori hanno sequestrato il personal computer di F.M. e lo hanno accompagnato in Questura per l'identificazione, prima di riaccompagnarlo nella sua abitazione dove dovrà restare agli arresti domiciliari, e senza mezzi informatici.
Sembra che in questo periodo l'impiegato stesse lavorando da casa per via dell'emergenza sanitaria imposta dalla pandemia da Covid, e probabilmente utilizzava per il lavoro lo stesso pc con il quale si connetteva a chat e siti pedopornografici.
Entro i prossimi cinque giorni il Tribunale di Roma dovrà disporre l'interrogatorio per la convalida dell'arresto, incombenza che verrà quasi certamente effettuata per rogatoria da un magistrato di Latina.
L'uomo, abbastanza conosciuto in città, non aveva mai manifestato prima d'ora alcuna predisposizione per il materiale pedopornografico e nel giro delle sue conoscenze non aveva mai dato adito a sospetti di sorta, segno che custodiva gelosamente il segreto su questa sua debolezza che ha finito per portarlo agli arresti.