Non c'è nulla da fare: la decisione del Comune di Latina di affidare il servizio di igiene urbana ad una società appositamente costituita, anziché con gara a terzi, è legittima. Lo stabilisce anche l'ultima delle molte pronunce dei giudici amministrativi, quella pubblicata ieri dal Consiglio di Stato e che rigetta, ritenendolo infondato, l'appello della De Vizia Transfer spa contro la sentenza del Tar del febbraio 2020, che a sua volta aveva respinto un ricorso della stessa società sulle revoche in autotutela inerenti la gara dei rifiuti. In termini più pratici: la De Vizia ha sempre contestato la legittimità del cambio di rotta dell'amministrazione comunale in carica, la quale ha annullato il bando per l'affidamento del servizio rifiuti e costituito la società Abc, peraltro chiamata in causa e costituitasi nel giudizio, accanto all'ente. I giudici hanno sempre affermato che la De Vizia avesse titolo per lagnarsi ma hanno anche sempre sottolineato che la società non poteva far nulla perché l'ente e la sua amministrazione cambiassero idea sulla gestione dei rifiuti.

Idea che il consiglio comunale ha esplicitato non solo e non tanto quando ha annullato i bando, bensì nel momento in cui ha deciso di procedere con la gestione in house e la creazione della società pubblica Abc. Il consiglio di Stato anche nell'altro appello aveva sottolineato il concetto di autonomia decisionale dell'ente. Motivazione che viene richiamata anche nella sentenza pubblicata ieri mattina. Questo il passaggio chiave: «La delibera consiliare (del 2017 ndc) è chiara espressione della volontà dell'amministrazione di soprassedere alla procedura di gara e di utilizzare un'altra modalità di gestione del servizio; in essa, poi, sono chiaramente indicate le ragioni a fondamento di tale decisione...Richiedere altra determinazione dell'amministrazione avrebbe quale unica conseguenza imporre un onere conformativo assolutamente defatigante ed inutile alla luce della volontà dell'amministrazione comunale, già disvelata dall'andamento dell'azione amministrativa». Insomma per quanto fosse nell'interesse legittimo della De Vizia ottenere la revoca degli annullamenti di gara, cosa poi avvenuta per iniziativa degli uffici, ciò da solo non sarebbe bastato né servito a modificare la gestione del servizio rifiuti da quella attuale ad un affidamento a terzi, al di là del giudizio politico o di efficacia che si voglia dare del servizio stesso. Per questo l'appello è stato ritenuto infondato, conclusione chiesta sia dal Comune di Latina, rappresentato dall'avvocato Francesco Cavalcanti, che da Abc, rappresentata dagli avvocati Bruno De Maria e Giovanni Malinconico.

L'appellante, rappresentata dagli avvocati Angelo Clarizia, Gennaro Macri e Mario Pagliarulo è stata altresì condannata al pagamento delle spese quantificate in tremila euro per ciascuna delle parti chiamate in causa. Resta dunque confermata la sentenza del Tar del 2019 e il provvedimento dirigenziale oggetto di contenzioso è stato definito «puramente ricognitivo» di uno stato di fatto, ossia dell'avvenuta scelta della gestione tramite una società del Comune. La sentenza di ieri potrebbe essere l'ultimo tassello, quello definitivo, di una battaglia legale che dura ormai da cinque anni e che è stata costellata di tappe in Tribunale.