Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Luciano Iannotta, arrestato nell'ambito dell'operazione Dirty glass dove viene contestata l'aggravante del metodo mafioso. Il Tribunale ha accolto la richiesta presentata dagli avvocati Renato Archidiacono e Alessandro Cacciotti che assistono l'ex presidente di Confartigianato e hanno concesso una misura meno afflittiva rispetto a quella del carcere dove Iannotta era detenuto dallo scorso settembre. I provvedimenti cautelari erano stati richiesti dai pubblici ministeri Claudio De Lazzaro, Barbara Zuin e Luigia Spinelli che hanno esercitato l'azione penale e hanno chiesto il giudizio immediato per gli imputati alla luce anche della risposta che era arrivata dal Tribunale del Riesame di Roma che aveva mantenuto intatto l'impianto accusatorio.

Il processo inizierà il prossimo primo aprile davanti al terzo collegio penale del Tribunale di Roma. Sono stati revocati gli arresti domiciliari anche nei confronti di Pio Taiani, difeso dagli avvocati Ugo Cardosi e Angelo Leone. L'uomo è tornato in libertà con gli obblighi di polizia giudiziaria. I reati contestati a vario titolo vanno dall'intestazione fittizia di beni, al falso, all'accesso abusivo al sistema informatico fino all'estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. Erano state in tutto undici le misure restrittive eseguite lo scorso 16 settembre dagli agenti della Squadra Mobile che si erano occupati delle indagini, sulla scorta delle rivelazioni dei due collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Agostino Riccardo. L'inchiesta principale ha portato a processo oltre a Luciano Iannotta anche Luigi De Gregoris, Antonio e Gennaro Festa, Pio Taiani e poi gli investigatori: Alessandro Sessa, alto ufficiale dei carabinieri e il luogotenente Michele Carfora Lettieri. Sono oltre quaranta i testimoni che saranno ascoltati, tra accusa e difesa.