Ultimo atto in Corte d'Appello a Roma per la banda di ladri che aveva colpito a Latina e provincia e in mezza Italia, composta anche da quattro uomini che erano entrati in azione il 15 ottobre del 2017 in via Palermo, in casa dell'avvocato Palumbo. In quel caso fu ucciso uno dei complici Domenico Bardi. I dieci imputati tutti originari di Napoli, a vario titolo dovevamo rispondere anche del vincolo associativo. Hanno scelto la strada del concordato. Ecco le condanne: sette anni e quattro mesi per Salvatore Quindici che dallo scorso 19 marzo si trova agli arresti domiciliari ed era presente come testimone in via Palermo a Latina dove era stato ferito di striscio da un colpo di pistola. Sei anni e due mesi per Giuseppe Rizzo, quattro anni e otto mesi per Maria Rosaria Autore, quattro anni e due mesi per Salvatore Merolla e poi cinque anni per Salvatore Pepe, tre anni e sei mesi per Antonio Bellobuono e infine pene inferiori rispetto al primo grado per Antonio Cigliano due anni e due mesi per Pasquale Caiazza, Adele Iannuzzelli e infine Davide Mirra: tre anni e cinque mesi.

Dalle indagini della Squadra Mobile è emerso che i ladri avevano colpito dalla provincia di Latina ai Castelli Romani, in Abruzzo e poi nelle Marche. La modalità con cui la banda entrava in azione era precisa: venivano affittati dei veicoli per andare in trasferta e per parlare i ladri utilizzavano dei telefoni - citofoni: erano delle utenze con cui potevano comunicare soltanto tra loro e tra chi era impegnato nel furto. Ogni componente del gruppo aveva un ruolo: dal palo, fino a chi entrava materialmente negli appartamenti, a chi infine suonava al campanello per accertarsi che la casa fosse vuota e senza proprietari. In provincia di Latina i furti erano stati in tutto 34. La posizione processuale più complicata era quella di Salvatore Quindici che aveva partecipato alla maggior parte dei colpi. Nel corso del processo per l'omicidio di via Palermo, lo stesso Quindici aveva ammesso la sua presenza quel pomeriggio nel capoluogo pontino.