Il reato più grave, quello di stalking aggravato è stato derubricato in minacce. Si è concluso nei giorni scorsi davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Enrica Villani il processo che vedeva sul banco degli imputati un uomo di Latina  difeso dall'avvocato Sandro Marcheselli, accusato di aver perseguitato la ex. La vicenda si era sviluppata nel capoluogo  tra la fine del 2019 e l'agosto del 2020 e la donna era stata costretta a cambiare le sue abitudini di vita.

Le condotte dell'imputato - secondo quanto ipotizzato dal magistrato inquirente Giorgia Orlando - avevano provocato nella donna un forte stato di ansia e paura. La parte offesa aveva ricevuto moltissime chiamate al telefono dal suo ex, in orari anche notturni e una volta che aveva bloccato il numero, l'uomo aveva chiamato da un'altra utenza. Le frasi delle minacce erano inquietanti. «Se mi lasci ti ammazzo», oppure: «Vado a finire dentro e se mi denunci devi andare via da Latina».

La parte offesa aveva bloccato il contatto dell'uomo oltre che su Messanger anche su Facebook e WhattsApp e per timore di incontrarlo non usciva più da sola. Un episodio ritenuto molto importante dagli investigatori era avvenuto sotto l'abitazione della donna quando l'imputato si era presentato e in quel caso la vittima aveva chiamato le forze dell'ordine e nei confronti dell'uomo era stato emesso un divieto di avvicinamento. In aula il pm ha chiesto un anno e sei mesi mentre la difesa ha cercato di scardinare le accuse. Alla fine la condanna è di cinque mesi di reclusione.