Uscire dal porto può essere un incubo a Terracina. Lo è stato l'altra notte, ma in realtà lo è spesso, per i pescatori della flotta terracinese. Molte imbarcazioni, anche le più piccole, in condizioni di bassa marea come avviene in questi giorni, sono rimaste incagliate al fondale del canale non appena partite, dopo la mezzanotte. Chi vive in zona sarà pure abituato ai motori su di giri, impegnati a "spingere" per tentare di uscire dall'incaglio oppure per scagliare altre imbarcazioni. Ma l'altra notte l'impresa è stata particolarmente ardua forse proprio per via del livello particolarmente basso dell'acqua. E allora via alla staffetta di barche: quella che viene "liberata" a sua volta tira fuori dalle "sabbie" l'altro collega. La questione non è nuova. Il problema del fondale basso del canale aumenta ogni anno. Non solo i grandi pescherecci sono costretti non di rado a rinviare le uscite in attesa che la marea aumenti, ma anche le imbarcazioni con pescaggi inferiori trovano grandi difficoltà e rischiano di saltare l'uscita di pesca, oltre che a fare danni alle attrezzature.

Così, in attesa che arrivi la draga per risolvere l'altro problema, quello della barra sabbiosa che si crea alla foce e che comunque, a sentire qualche addetto ai lavori, anche in questi giorni di bassa marea si riesce ad aggirare, c'è il basso fondale del canale che preoccupa, anche perché con tutta probabilità è una questione che richiede interventi assai più complessi. La rimozione e lo smaltimento dei detriti depositati sul fondale, implicano procedure specifiche. Parliamo tuttavia di una parte importante dell'economia cittadina, quella della pesca, presente e futura. Dunque, forse è il momento di tornare a parlare di un escavo del canale, di una grande operazione di bonifica e manutenzione di questa "infrastruttura" d'acqua funzionale a un comparto importante per la città. Chissà che non si possa scomodare, per questo, anche l'occasione del Recovery Fund.

La bassa marea restituisce anche spiaggia a non finire. E dopo le mareggiate dell'inverno, è un bel vedere per chi ha dovuto combattere con fenomeni erosivi e danni alle strutture. C'è chi dice che tanta spiaggia in alcune zone del litorale di levante non l'ha mai vista. Come pure chi da decenni attracca la propria barca alla darsena e non ricorda, a memoria, di aver visto l'acqua abbassarsi così tanto. Insomma, siamo nell'ordine dell'eccezione, ma anche di fronte a un evidente consapevolezza. È necessario prevedere opere e progetti che consentano di mantenere un equilibrio tra natura e attività umane, studi approfonditi magari affidati figure di grande esperienza in grado di dedicarsi al problema.