È in programma per oggi l'esame medico legale necessario per chiarire le circostanze della morte di Guido Fusser, apriliano di 53 anni, precipitato venerdì dal primo piano di una casa di strada Trasversale, nelle campagne vicino Borgo Faiti, mentre scappava dopo un tentativo di furto in abitazione. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Marco D'Angeli, titolare dell'inchiesta avviata sul decesso del ladro, ha affidato l'incarico al medico legale Alessandro Tavone.

Il responso degli accertamenti disposti sulla salma è necessario per integrare i rilievi che la Polizia scientifica ha effettuato la sera della tragedia sul luogo dove Guido Fusser ha trovato la morte. La dinamica è piuttosto chiara, ma gli inquirenti intendono fugare una serie di dubbi. O meglio, non sembrano essercene sul fatto che il decesso sia legato alla caduta, ma l'esame medico legale previsto oggi potrà rivelare quali traumi hanno costato la vita al 53enne, praticamente morto sul colpo, chiarendo definitivamente la dinamica della caduta.
La scena trovata quel pomeriggio dai poliziotti, lascia chiaramente intendere che la vittima possa essersi sbilanciata al momento di scavalcare la balaustra della grande terrazza. Fusser e i complici si erano dati alla fuga quando il titolare del vicino bar tabacchi, figlio della proprietaria di casa, assente da mesi per un infortunio domestico, era andato a controllare cosa stesse succedendo quando era stato allertato da un cliente che aveva notato i movimenti sospetti di alcuni sconosciuti. E quando i due avevano trovato una scala a pioli poggiata sulla facciata dell'edificio, uno era salito per controllare, mettendo in allerta il palo della banda di ladri che era rimasto sul terrazzo e si era subito lanciato dal primo piano, scappando sul retro.

Gli altri due, sbucati da una porta finestra dell'appartamento, si erano lanciati alla stessa maniera sul lato opposto a quello dove era stata poggiata la scala, ma Guido Fusser, l'ultimo a scavalcare il parapetto, dev'essere inciampato sul terrazzo cadendo malamente, come testimonia il fatto che oltre a lui, sul suolo si è infranto anche un vaso di fiori. Fatto sta che il testimone, a sua volta, aveva accusato un malore alla vista dei ladri, ma aveva fatto in tempo a scorere uno dei banditi che tornava indietro per cercare di spronare Fusser a rialzarsi prima di scappare con l'altro tra i campi circostanti.

A quanto pare la vittima non aveva con sé nulla, neppure un telefono, quindi gli investigatori della Questura stanno praticando altre strade alla ricerca dei suoi contatti che potrebbero portare all'identificazione dei due complici. Ovviamente le ricerche si stanno concentrando su un ambiente criminale ben preciso, quello delle bande di zingari e sinti particolarmente dediti ai furti nelle abitazioni: le ricerche passano per l'individuazione dell'auto con la quale sono stati visti scappare i complici di Fusser, un Fiat 500 che i testimoni hanno visto sfrecciare in strada Trasversale.