Nonostante l'astensione degli avvocati per lo sciopero proclamato dalla giunta delle Camere penali si è comunque svolta ieri mattina nel tribunale di Cosenza la seconda udienza del processo per la morte di Francesco Bisecco, il quarantaduenne di Minturno investito sull'autostrada del Mediterraneo. In aula, accompagnato dal proprio legale, l'avvocato Coriolano Cuozzo, è comparso Pasquale Bisecco, padre della vittima, che ha ribadito al gup cosentino la propria determinazione ad andare avanti per accertare la verità. È stato deciso un rinvio per la discussione in camera di consiglio, ma non è escluso che gli imputati optino per un rito alternativo. Il magistrato calabrese, comunque, ha fissato la prossima udienza per il 12 maggio prossimo. Come è noto gli imputati sono due: L.J. A. di 53 anni di Itri e P.D., 46 anni di Catania, che debbono rispondere di omicidio stradale.

Nei loro confronti il pm della procura di Cosenza, Donatella Donato, ha chiesto il rinvio a giudizio avendo ravvisato "condotte colpose indipendenti in violazione del codice della strada". Come si ricorderà la vicenda risale al 13 febbraio dell'anno scorso, quando il Bisecco stava effettuando un trasloco nel sud Italia per conto di una ditta. Viaggiava a bordo di un autocarro condotto dal L.J.A., ma non era seduto nell'abitacolo al fianco del guidatore bensì nel cassone posteriore destinato al trasporto merci. Improvvisamente il portellone posteriore dell'autocarro si è aperto e il quarantaduenne è rotolato in strada. Nel frattempo sopraggiungeva un trattore, condotto dal quarantaseienne catanese P.D., che non ha potuto fare nulla per evitarlo. Il conduttore del mezzo agricolo, invece, è accusato di aver viaggiato ad una velocità (di circa 90 chilometri orari) superiore al limite di velocità imposto dalla segnaletica stradale, che su quel tratto di autostrada era di quaranta.

L'investimento provocava lesioni gravissime alla testa, ma anche in altre parti del corpo, a Francesco Bisecco, il quale, nonostante l'intervento del personale sanitario del 118, cessò di vivere quasi subito. L'avvocato Coriolano Cuozzo sta tutelando non solo gli interessi del padre Pasquale Bisecco, ma anche del fratello e della sorella della vittima, che viveva a Formia insieme alla moglie e ai due figli. Una vicenda che, a distanza di oltre un anno, ha destato profonda commozione e dolore in tutti coloro che conoscevano Francesco Bisecco, che, appena poteva, tornava nella sua Minturno. E proprio nella cittadina aurunca il suo ricordo è ancora vivo in tutti coloro che lo hanno conosciuto.