E' iniziato con le eccezioni per incompetenza territoriale il processo in Tribunale a Roma davanti al terzo collegio per l'operazione Dirty Glass, condotta dalla Squadra Mobile che aveva portato all'arresto dell'imprenditore Luciano Iannotta, e di altri imputati; per alcuni l'iter processuale è stato diverso. Ieri mattina il collegio difensivo ha sollevato le eccezioni relative ad alcuni reati che sono stati commessi in diverse parti di Italia, da Benevento, a Roma alla provincia di Latina fino all'area di competenza di Civitavecchia. E' un processo che deve essere spezzettato in varie sedi hanno sostenuto le difese. I pm hanno risposto con una replica relativa alla sede più indicata per la celebrazione del processo: Latina. In aula si torna il nove aprile quando i giudici Giuseppe Mezzofiore, Paolo Emilio De Simone e Marina Sarchiola scioglieranno la riserva. Sul banco degli imputati oltre all'ex presidente di Confartigianato ci sono anche Luigi De Gregoris, Antonio e Gennaro Festa, Pio Taiani e gli investigatori: Alessandro Sessa, alto ufficiale dei carabinieri e il luogotenente Michele Carfora Lettieri. Erano stati i pm Claudio De Lazzaro e Luigia Spinelli ad esercitare l'azione penale e a chiedere per gli imputati sottoposti alla misura cautelare, il giudizio immediato sulla scorta del pronunciamento anche del Tribunale del Riesame che per alcuni degli arrestati aveva mantenuto immutate le esigenze cautelari, lasciando intatto l'impianto accusatorio. Nei confronti dei due imprenditori Antonio e Gennaro Festa, la Cassazione, ha accolto il ricorso annullando l'ordinanza e disponendo un nuovo pronunciamento al Riesame. Entrambi sono in libertà.