I supporti di memoria del computer sequestrato nelle scorse ore nella casa del docente della scuola di Cisterna potrebbero dare un indirizzo ben preciso alle indagini condotte dalla Polizia di Stato che - non si può certo escludere - è anche alla caccia di file, immagini o video, e altro materiale pedopornografico. Continua senza sosta infatti, l'attività degli agenti del Commissariato di Cisterna, guidati dal vice questore, dottor Riccardo De Sanctis, chiamati a fare luce su quanto sarebbe accaduto durante una lezione in Dad (acronimo di didattica a distanza), in una scuola di Cisterna, nella quale un insegnante avrebbe tenuto atteggiamenti osceni davanti ai suoi giovanissimi alunni.
Le indagini sono scattate a seguito di alcune denunce presentate in Commissariato dai genitori e dalla dirigente dell'Istituto scolastico del comune pontino. Denunce che sembrerebbero tutte confermare lo stesso episodio.

Ma ci sarebbe di più. Oltre ad essere visto, qualcuno potrebbe aver anche registrato l'insegnante, con l'intento di produrre delle prove del fatto da allegare poi alla denuncia. Aspetto questo emerso nelle ultimissime ore e ancora in attesa di conferma ufficiale. Ovviamente dagli uffici di via Benedetto Croce non trapela nulla. La cautela imposta dalla delicatezza della questione che coinvolge soggetti minorenni, obbliga gli agenti a tenere una linea ermetica sull'intera vicenda.
Una svolta alle indagini è arrivata l'altra mattina quando su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, il Gip ha dato l'ok alla perquisizione dell'abitazione dell'insegnante che vive in un altro comune della provincia di Latina e al sequestro dei device. Sì perché oltre al computer che l'indagato avrebbe usato per effettuare le lezioni a distanza, sarebbe stato prelevato e affidato agli esperti di analisi scientifiche anche uno smartphone in uso all'insegnante. Ovviamente oltre alle tracce digitali della lezione online, gli inquirenti cercano altri eventuali contenuti incriminanti. Non si può escludere infatti il sospetto che l'uomo possa aver assecondato certi istinti anche in precedenza, si cercano quindi tracce di qualsiasi materiale anche pedopornografico, di ricerche particolari sul web o anche chat e conversazioni che possano essere "interessanti" per le indagini.