L'impennata di Pasqua. Il Sars-Cov-2 torna a far registrare numeri di rilievo in provincia dove ha sfiorato i duecento casi giornalieri, messo nel conto un altro decesso e aumentato, se possibile, la pressione sull'ospedale Santa Maria Goretti di Latina con altri ricoveri. Il quadro dettagliato della vigilia? Si è materializzato nel primo pomeriggio, quando la Asl pontina ha diffuso il consueto bollettino quotidiano: 194 contagi, una vittima (un paziente residente a Sonnino), oltre 20 prese in carico al Pronto soccorso, 1.569 vaccinazioni e 58 guarigioni. Tutto nelle ultime 24 ore. Ultime 24 ore in cui sono stati effettuati oltre un migliaio i tamponi molecolari. Tornando al Goretti, al momento la terapia intensiva del reparto di Rianimazione vede otto pazienti presenti dei quali sette intubati.

Uno scenario poco allegro e nel quale si è aggiunta, come se non bastasse la variante inglese del Covid-19 che è ormai la causa dell'80% dei casi positivi territoriali per via della sua capacità di propagazione, anche la mutazione brasiliana che, come noto, l'Azienda sanitaria locale ha individuato a Fondi nelle scorse ore costringendo, la stessa Asl, a mettere ulteriormente sotto la lente la città della Piana che già a marzo era salita alla ribalta delle cronache per un aumento considerevole dei contagi al pari di qualche altro centro della provincia (ad esempio Cisterna, Pontinia e Formia). La variante sudamericana P1 (ceppo B11281) è infatti considerata quella realmente più pericolosa perché viene associata ad una maggiore mortalità, in particolare nella fascia della popolazione tra i 20 e i 49 anni.
Ma la Asl, rigorosamente a fari spenti, sta pure monitorando la situazione sul fronte delle città in cui risiedono la maggior parte dei braccianti agricoli della provincia, soprattutto quelli di etnia indiana, dopo diversi positivi riscontrati. La comunità indiana, allertata sulla questione, è pronta a venire incontro alle richieste della Asl che, dal canto suo, ha già chiesto la collaborazione delle aziende del comparto per uno screening di massa con i tamponi molecolari.

Allargando il discorso a livello regionale, ieri l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato ha sottolineato: «Su oltre 16mila tamponi nel Lazio e oltre 23mila antigenici per un totale di oltre 39mila test, si sono registrati 1.631 casi positivi. Ventisette i decessi e 793 i guariti. In questa fase - ha aggiunto D'Amato -, diminuiscono i casi e i decessi, mentre aumentano i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 4%».