Consapevoli che ad attenderli ci sono altri giorni di chiusure, i commercianti scenderanno in piazza, oggi a Montecitorio, per chiedere di poter tornare a lavorare. La manifestazione prevista per le ore 15 sarà il momento finale di un vero e proprio tour organizzato da #IoApro, associazione di ristoratori, e mosso dal grido «Riapriamo l'Italia». Non ci saranno soltanto gli esercenti oggi a Roma, ma anche il mondo delle palestre, dell'estetica, i tassisti e le partite Iva.

Quella che andrà in scena nel pomeriggio sarà la quinta tappa di un tour inaugurato il 28 marzo a Milano, poi Napoli, Palermo, Bologna e adesso Roma. Nella Capitale è previsto anche l'arrivo di una delegazione di commercianti pontini, non solo del capoluogo ma pure di altri Comuni, come del resto sono attesi pullman da tutta Italia. La richiesta? Poter riaprire il 7 aprile in sicurezza, nel rispetto delle disposizioni governative in materia di contenimento del virus. Alla manifestazione prenderà parte il gruppo Italexit, il movimento politico che fa capo a Gianluigi Paragone, con la sua rappresentanza pontina. «Se non vogliono farci riaprire in sicurezza, ci diano almeno dei ristori adeguati per sopravvivere», è il punto di vista portato avanti da Italexit. Consistente sarà anche l'apporto alla manifestazione che verrà dato da Mio Italia (Movimento Imprese Ospitalità), associazione di imprese che operano nel settore Ho.Re.Ca., Ospitalità e Turismo.

«Ci sono 10 milioni di persone ormai allo sbando che non possono più andare avanti in questo modo - sottolinea l'associazione #IoApro - Devono farci riaprire. Nessuno si rende veramente conto della gravità della situazione e questo non è ammissibile. Il Governo ma anche le associazioni di categoria viaggiano su altre dimensioni che non sono le nostre, come possono chiederci di aspettare i loro tempi? Siamo costretti a combattere perché se diamo loro la possibilità di scegliere e decidere liberamente non ci fanno più riaprire. E non stiamo parlando soltanto di ristoranti, bar, pub, ma anche di palestre, scuole private, armerie, e tanti altre attività in grandissima difficoltà. Vogliamo parlare dei ristori? Inadeguati alla situazione. Siamo stanchi di stringere i denti: non ce la facciamo più».

Il programma delle Regioni

«Fornire prospettive a quei settori chiusi valutando aperture subito dopo il 20 aprile, nel caso di un miglioramento dei dati epidemiologici, per poi permettere da maggio la ripartenza di attività in stand-by da troppo tempo come le palestre». E' la sintesi della posizione delle Regioni che giovedì incontreranno il premier Mario Draghi in merito ai fondi Recovery, ma che nella stessa giornata si confronteranno col Governo nella conferenza Stato-Regioni. E proprio in quest'ottica potrebbe essere convocata la cabina di regia per valutare la programmazione di possibili riaperture prima della scadenza del nuovo Dpcm che ha abolito la zona gialla per tutto il mese di aprile. Il provvedimento dovrebbe essere contenuto in una delibera che dovrebbe essere approvata in Consiglio dei Ministri.