L'obiettivo è chiedere un supplemento investigativo e dare concretezza a quella denuncia presentata quando lei, la parte offesa, una donna che ora a 35 anni, ha deciso di denunciare gli abusi subiti dallo zio in una casa familiare vicino Latina, ma anche in altri luoghi, compresa la spiaggia. E alcuni di quegli episodi - aveva sostenuto nel drammatico racconto dove aveva ricostruito agli inquirenti quello che accadeva - in qualche circostanza erano stati anche filmati da alcune persone che erano in compagnia dello zio. E' una storia dai risvolti tanto drammatici quanto inquietanti quella che ieri è approdata in Tribunale, davanti al giudice Giorgia Castriota che dovrà decidere in merito a una richiesta di opposizione all'archiviazione presentata da una parte offesa, una donna che lavora nel settore della moda molto apprezzata nell'ambiente europeo, assistita nella veste di parte offesa dall'avvocato Loredana Pastore. I fatti contestati sono andati avanti da quando la parte offesa era piccola, fino all'adolescenza per diversi anni e sempre quando la ragazzina era in compagnia dello zio .

Una volta che la vittima degli abusi - quando è diventata più grande - ha intrapreso un percorso da una psicoterapeuta ha preso maggiore consapevolezza delle violenze e ha denunciato i fatti chiedendo al pm l'esercizio dell'azione penale. In Procura nel luglio 2018 era stato aperto un fascicolo con l'accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età e anche dal vincolo parentale e che vedeva come indagato lo zio della giovane, denunciato a piede libero. Un anno dopo, alla fine el 2019, al termine degli accertamenti era arrivata la richiesta di archiviazione, la Procura non aveva ravvisato i margini per andare a processo ma una volta che l'atto è stato notificato alla parte offesa, il legale della donna si è opposto e ieri in Tribunale si è svolta l'udienza dopo che nel 2020 a causa del Covid 19 si era reso necessario un posticipo. In aula è stato disposto il rinvio al 15 dicembre perchè la notifica dell'atto di fissazione dell'udienza di opposizione all'archiviazione non era andata a buon fine all'indagato.

La parte offesa ha sostenuto che l'uomo che ieri era difeso dall'avvocato Cristina Vernillo è all'estero e a quanto pare in Indonesia e ora dovrà essergli notificato l'atto dalle autorità locali tramite ll'Ambasciata italiana. Quando la ragazza aveva deciso di uscire allo scoperto dopo che per moltissimi anni aveva convissuto con questo pesantissimo fardello e un'ombra sempre più grande, si era anche confidata con alcuni familiari che però non le avevano dato molto peso. Anzi. «Ma cosa dici?», oppure. «Ma come è possibile? Tu non stai bene», era stato questo il senso di alcune risposte. In un secondo momento, quando ha preso coscienza di quello che le era accaduto ha presentato una denuncia con una successiva integrazione raccontando che la sua vita era stata rovinata e quegli episodi, riafforati con molta prepotenza le avevamo provocato un trauma molto forte.