Ressa fuori della scuola per lo screening degli studenti a Terracina, necessario l'intervento delle forze dell'ordine. È successo all'ingresso del plesso Don Milani dell'omonimo Istituto comprensivo.

Come annunciato ieri dall'amministrazione comunale, questa mattina, su base volontaria, e grazie alla disponibilità della Croce Rossa Italiana, gli studenti di tutti gli istituti comprensivi hanno potuto sottoporsi a tempone rapido prima di entrare a scuola.

Ma qualcosa non ha funzionato nell'organizzazione. All'orario di ingresso, genitori e ragazzi si sono accalcati fuori dei cancelli in via Olivetti, c'è stata qualche tensione ed è stato necessario l'intervento di carabinieri, polizia locale e polizia di Stato per il rischio assembramento.

Lunghe le operazioni di screening, che si sono ripercosse sugli orari di altri plessi, con i genitori all'esterno ad attendere l'esito del tampone quando non l'apertura dei cancelli, e i ragazzi messi in fila all'aperto in attesa del turno. Lamentele diffuse, in molti hanno rinunciato per motivi di lavoro, c'è chi è dovuto ricorrere di nuovo ai nonni, a fratelli e sorelle per attendere l'esito dei tamponi e per non perdere una giornata di scuola.

"Mi chiedo perché non hanno organizzato lo screening già ieri, per scaglionare i ragazzi", ha detto una mamma. "Io sono dovuta correre in aiuto a mia sorella che è dovuta scappare al lavoro", dice un'altra. C'è chi ha criticato la scarsa informazione ufficiale, chi il poco personale adottato per lo screening. Ma soprattutto, era ieri, si dice, il giorno "cuscinetto", quello necessario per avviare una campagna di screening presso le strutture esistenti, che non mancano, come il drive-in e la struttura di Borgo Hermada per i medici di base.

"Di solito gli screening collettivi si fanno in auto, senza poter scendere e con garanzia di privacy" spiega un genitore "non tutti in fila così". Le adesioni sono state 900 circa su una popolazione studentesca di 6500. Qualcuno dice: per fortuna, altrimenti chissà come sarebbe andata.

Stando alle informazioni raccolte, sono stati prima tamponati i docenti e il personale ATA, poi è toccato ai ragazzi. Le operazioni erano ancora in corso alle 11. Le forze dell'ordine sono state invece allertate dai cittadini furiosi e per il rischio di assembramento, ma a quanto pare non erano state informate dello screening di questa mattina. 

Al plesso "Manzi", dove lo screening doveva iniziare alle 10.30 alle 11.15 il personale deputato ai tamponi ancora non c'era, impegnato a ultimare le operazioni altrove. Alla fine ai genitori, esasperati e fuori della scuola dalle 9.20, si è proposto di fare entrare i bambini senza tempone mentre chi ha voluto ha atteso ancora l'arrivo del personale. Giornata di scuola, e di lavoro, persa.