Resta avvolta nel mistero l'intrusione nell'archivio dell'ufficio Affari Generali dell'Asl di Latina, ma è evidente che la soluzione sia da cercare all'interno dell'Azienda Sanitaria. È la logica dei fatti a suggerire la pista che gli investigatori della Polizia stanno battendo per dare una risposta a quello che è successo. E in attesa di scoprire se realmente sia stato manomesso qualcosa tra i faldoni che custodiscono gli atti originali fino al 2014, i contorni della vicenda prestano il fianco a una serie di interpretazioni e fantasie sugli interessi di chi è riuscito ad aprire quella porta forzandola con abilità.

Sembra essere esclusa a priori la possibilità che l'autore dell'effrazione possa essere una persona estranea agli uffici Asl. Dopo tutto, avrebbe dovuto attraversare una serie di locali e varchi passando inosservato e questo è un dettaglio impensabile. Altrettanto difficile che l'incursione sia avvenuta di notte: comunque l'ignoto scassinatore avrebbe dovuto forzare anche altre porte prima di arrivare all'archivio degli Affari Generali.

Scoprire chi è stato ad aprire quell'accesso senza essere in possesso delle chiavi, però, non è così facile visto che la scoperta risale alla mattina di giovedì, ma non è chiaro in che momento sia entrata in azione la persona che impugnava l'arnese da scasso: le chiavi sono in possesso di poche persone tra i dipendenti dell'azienda Asl, ma quando è scattato l'allarme la porta era aperta e presentava un evidente segno di manomissione, una piegatura provocata da un cacciavite oppure un altro strumento simile a un grimaldello. Chi ha scoperto l'anomalia e l'ha segnalata al dirigente, tuttavia, non ha notato movimenti sospetti. Insomma, prima di stringere il cerchio dei possibili sospetti, l'episodio andrebbe collocato nel tempo per capire in quel momento chi fosse presente negli uffici dell'Asl.

Quale fosse invece l'obiettivo di chi ha compiuto un'impresa simile, per ora resta un rebus che difficilmente sarà risolto in breve tempo perché la mole di documenti conservati in quell'ufficio non consente una consultazione immediata. Sarà il tempo, eventualmente, nel caso in cui dovessero sorgere esigenze dovute da particolari verifiche, a svelare se qualcosa sia stato portato via tra quei faldoni. Parliamo comunque di documentazione ufficiale e originale accumulata fino al 2014, anno in cui l'Azienda Sanitaria Locale ha smesso di archiviare gli atti in forma cartacea per passare ai supporti digitali. Al tempo stesso non è possibile escludere che "la talpa" sia stata disturbata dopo lo scasso, magari dal passaggio di qualcuno, e abbia desistito senza avere il tempo di intrufolarsi nell'archivio.

Ovviamente un fatto del genere, registrato in questo particolare periodo storico, non fa altro che alimentare le congetture sulle possibili intenzioni dell'ignoto scassinatore. Soprattutto alla luce di sospetti e aspri confronti politici sulla questione delle assunzioni in ambito pubblico a livello regionale, a partire dal caso del recente concorso Asl finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Latina. Anche se non sembra esserci attinenza tra la funzione di quell'archivio e i fatti recenti, almeno non direttamente.