Il caso del palazzo con abusi in via Roccagorga è tutt'altro che archiviato e deciso. La battaglia in essere davanti al Tribunale amministrativo tra i proprietari degli alloggi e l'amministrazione comunale avrà un'ulteriore puntata per via di una mossa a sorpresa. I ricorrenti hanno infatti presentato una memoria con motivi aggiunti a supporto della loro domanda di annullamento dell'ordinanza che impone la demolizione delle opere in difformità e divenute tali in seguito all'annullamento dei Piani Particolareggiati. Uno di questi riguardava infatti proprio quella parte della città. L'udienza è stata aggiornata al 20 ottobre prossimo e nel frattempo il Tribunale valuterà il peso delle ulteriori considerazioni inserite nel procedimento. Il nodo principale, come si sa, è la cadenza delle scelte attuate dal Comune e per esso dal settore Edilizia privata. L'ente ha, di fatto, attuato l'accertamento delle difformità edilizie emanando un'ordinanza di abbattimento per ciascuno dei tredici ricorrenti, ma senza aver revocato il titolo concessorio per la costruzione dell'edificio, facendo bensì valere gli effetti dell'annullamento dei piani particolareggiati. Deciso, come è noto nella primavera del 2016 dal commissario straordinario all'esito di un'apposita istruttoria che già aveva prodotto la sospensione degli stessi piani.

Per il legale dei tredici ricorrenti, l'avvocato Fabio Raponi, in tale contesto sono state commesse dal Comune molteplici illegittimità che viziano l'ordine di abbattimento. Ciò nonostante sono stati depositati motivi aggiunti. L'amministrazione, rappresentata dall'avvocato Cinzia Mentullo, in memoria, afferma che gli uffici hanno riscontrato difformità tali da richiedere gli ordini di demolizione ma ad ogni modo prima dell'udienza sarà ulteriormente precisato qual era l'intento dell'ente, quello cioè di sanare un abuso che si era comunque consumato perché non in linea (più) con la programmazione urbanistica. Le ingiunzioni di demolizione furono bloccate già in sede cautelare, esattamente un anno fa, il 19 aprile 2020 poiché secondo i giudici le ragioni esposte dai ricorrenti apparivano «non prive di fondamento». La domanda di fondo riguarda l'applicabilità delle conseguenze dell'annullamento del Piano particolareggiato che prevedeva la realizzazione dell'edificio di via Roccagorga.

Un caso questo comune a molti altri legati ai Ppe annullati nel 2016. Il Tribunale amministrativo di Latina già quando ha sospeso gli effetti dell'ordinanza di demolizione aveva chiarito che «non sembra configurabile un'automatica caducazione del permesso di costruire quale conseguenza dell'annullamento d'ufficio del piano particolareggiato sulla cui base è stato rilasciato, trattandosi di atti collocati in sequenze procedimentali differenti ed apparendo, pertanto necessaria a tal fine l'attivazione di uno specifico procedimento in autotutela».