Il Comune di Latina si sta apprestando ad affidare, a una società composta da giovani sotto i 35 anni, la gestione di tre spazi pubblici con un colpo solo. Un progetto ambizioso, ma soprattutto ostico visto l'impegno logistico che richiede: lo conferma il fatto che i primi tre gruppi di ragazzi che si sono classificati nel bando, sui cinque partecipanti, hanno rinunciato uno dopo l'altro all'affidamento del progetto, sebbene in ballo ci fosse un contributo a di 320.000 euro a fondo perduto, assegnato poi ai quarti della graduatoria che hanno accettato dopo le tre rinunce. Ed è legittimo chiedersi se le difficoltà emerse nella scelta del vincitore per il bando siano casuali, visto che uno dei tre spazi pubblici in ballo è il famigerato primo chiosco del tratto di lungomare compreso tra Capoportiere e Rio Martino, rimasto fuori dalle precedenti assegnazioni delle aree demaniali, un luogo che non riesce a scrollarsi di dosso l'alone del "Topo Beach".

L'iniziativa è nata perché il Comune del capoluogo ha partecipato al bando regionale denominato Itinerario Giovani, ottenendo un finanziamento attraverso il progetto Latinadamare che attraverso la recente gara è stato aggiudicato dal gruppo di tre ragazzi rappresentato dal ventisettenne Fabio D'Antonio, poi riunito nella "Seaside Music Young impresa sociale srl" creata dopo l'assegnazione preliminare del bando. Così mentre la Regione Lazio mette a disposizione 288.000 euro, è il Comune a integrare l'intervento di sostegno all'impresa giovanile mettendo a disposizione gli altri 32.000 euro. Somme di denaro, queste, che saranno erogate alla società aggiudicataria nel corso della gestione con l'avanzamento degli step previsti. Un aiuto considerato sufficiente per avviare la gestione degli spazi affidati in uso per cinque anni: oltre al primo chiosco, anche una struttura adiacente all'ex sede dei custodi idraulici di Borgo Sabotino che dovrà ospitare una sala prove e registrazione in ambito musicale, ma anche la struttura di viale XVIII Dicembre ex sede della cooperativa Il Gabbiano da adibire a centro polivalente.

Insomma, non sono strutture sovrapponibili nella gestione, ma nel complesso il progetto può rivelarsi impegnativo, anche se i fondi pubblici a disposizione sono utili per l'avvio dell'impresa. Considerando che nel caso del chiosco la giovane realtà imprenditoriale dovrà pagare un canone annuale di 3.000 euro al quale va aggiunta la tassa per l'occupazione del suolo pubblico, altri 4.800 euro annui a titolo di comodato d'uso oneroso per l'utilizzo dei locali di Borgo Sabotino e ulteriori 2.400 ogni dodici mesi per il centro polifunzionale di viale XVIII Dicembre con la stessa formula del secondo spazio. Spese fisse, queste, da moltiplicare per i cinque anni, alle quali si aggiungono i costi di allestimento delle strutture e una serie di obblighi che vanno dal rispetto delle norme anti contagio al divieto, per la spiaggia del chiosco, di non utilizzare plastica e non fumare. Il tutto in una gestione che sarà soggetta comunque al monitoraggio da parte dell'amministrazione comunale, attraverso anche l'obbligo, per il concessionario, di rendicontare le spese. Il primo banco di prova, è l'avvio del chiosco in vista della stagione estiva.