Il conto alla rovescia è già partito, da qualche giorno ormai, e porta dritto verso la zona gialla. Da lunedì potremo tornare alla quasi normalità, fermo restando il rispetto delle norme anti-contagio: distanziamento e mascherine sempre incollate al viso, al chiuso come all'aperto. Il ritorno in fascia gialla non sarà un liberi tutti, tutt'altro, ma si tratta comunque di un importante passo in avanti. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto rendendo le misure esecutive. Resta il coprifuoco alle 22 e un certificato verde sarà necessario per spostarsi tra regioni di colore diverso. Le nuove disposizioni in vigore da lunedì 26 aprile, come già anticipato in conferenza stampa la scorsa settimana dal ministro della Salute Roberto Speranza, saranno soggette a tempistiche ben scaglionate e saranno in vigore fino al prossimo 31 luglio. Nel dettaglio da lunedì, in zona gialla, si potrà pranzare e cenare fuori, ma solo all'aperto, seduti al tavolo al massimo in quattro se non si è conviventi e rispettando l'orario del coprifuoco delle 22. Lo stesso vale per il cappuccino e l'aperitivo al bar. Dal primo giugno invece, sempre nelle regioni a più basso rischio, riapriranno pure le sale interne dei ristoranti, dei locali e delle caffetterie, ma il consumo al tavolo sarà consentito fino alle 18. Dopo quell'orario tutti fuori. Restano consentite sia la ristorazione negli alberghi per i clienti che vi soggiornano sia l'apertura h24 di bar e tavole calde negli autogrill.

Centri commerciali
Da metà maggio anche nei giorni festivi e prefestivi ci si potrà concedere allo shopping nei centri commerciali, nei mercati, nella gallerie e nei grandi parchi commerciali. Il via libera scatterà solo in zona gialla a partire dal 15. Riprenderanno invece dal primo luglio, nelle regioni a minor rischio, le fiere. Per gli standisti dovrebbe essere obbligatorio il tampone. La partecipazione alle fiere sarà però considerato un valido motivo per entrare in Italia dall'estero. Sempre dal primo luglio scatterà l'ok in zona gialla per convegni e congressi.

Cinema, teatri, club
Un posto sì e un posto no, sedute preassegnate, biglietti possibilmente acquistati online con bancomat e carte di credito, un metro di distanza l'uno dall'altro a meno che non si conviva abitualmente. Così dal 26 aprile, in zona gialla, nei cinema, nei teatri, nei live club e nei locali da concerto torneranno gli spettatori. La capienza consentita non potrà essere superiore al 50 percento di quella massima autorizzata e il numero dei presenti non potrà comunque essere superiore a 500 per gli spettacoli nelle sale chiuse e mille per arene e show all'aperto.

Palestre e piscine
Dal primo giugno, in zona gialla, riapriranno le palestre "in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Per quel che riguarda le attività delle piscine all'aperto, queste riprenderanno a decorrere dal 15 maggio. Dal prossimo 26 aprile, invece, in zona gialla, nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all'aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. È comunque interdetto l'uso di spogliatoi.

Terme
Niente terme e bagni turchi prima del 1° luglio, ma esclusivamente in zona gialla. Federterme ha precisato che per chi deve accedere a cure termali o ad altre prestazioni sanitarie e riabilitative per motivi di salute l'erogazione del servizio è già in corso.

Scuola
Nel nuovo decreto riaperture c'è stato un vero e proprio dietrofront sul ritorno in classe di massa: da lunedì, infatti, il rientro alle superiori sarà soltanto per il 60 percento, il 40 invece sarà ancora in dad. Il compromesso è stato raggiunto dopo le proteste delle Regioni: sì ad una soglia minima, no al 10 percento degli alunni.