Si dimette il direttore amministrativo della Asl di Latina, Claudio Rainone. Potrebbe essere il primo effetto dell'inchiesta sul concorso per l'assunzione di 70 amministrativi che lo vede tra gli indagati e che lui ha sempre difeso come una «procedura corretta e trasparente».
Ad ogni modo la delibera pubblicata ieri dall'Azienda sanitaria prende atto di una tempistica che non convince nessuno: il 15 marzo scorso, come è noto, è stata nominata dalla Regione la nuova direttrice generale della Asl di Latina, Silvia Cavalli; il 23 marzo l'Azienda conferma Claudio Rainone nel ruolo di direttore amministrativo facente funzioni e negli stessi giorni la Guardia di Finanza di Latina ha avviato i primi interrogatori nell'ambito dell'inchiesta sul concorso, le cui prove si sono concluse nei primi giorni di marzo scorso. Passa meno di un mese e il 20 aprile Rainone rassegna le proprie dimissioni per motivi che non vengono riportati, legittimamente, nella delibera che contiene anche la nomina del nuovo direttore amministrativo, Emma Pannunzio, già responsabile della Uoc Affari Generali. La Pannunzio è stata scelta «in considerazione dei requisiti di professionalità posseduti, delle esperienze acquisite e delle funzioni svolte nell'ultimo triennio». Tutto ciò in attesa della nomina del vero successore di Claudio Rainone. Fin qui il percorso burocratico, che non lascia spazio a smagliature, ma dietro questa storia c'è un imbarazzo evidente per la vicenda del concorso, su cui l'unico ad aver fatto dichiarazioni formali è stato proprio Rainone.

Per il resto un silenzio travolgente si accompagna alla indagine interna aperta dalla Asl e ad una lettera della Direzione generale della sanità del Lazio circa la eventualità, ove possibile, di una revoca in autotutela di almeno una parte degli atti del concorso, in specie la graduatoria definitiva redatta all'esito della prova scritta e che vede tra gli ammessi molti figli di dipendenti e dirigenti della stessa Asl, oltre che figure politiche e amministrative di primo piano in provincia di Latina.

E' ipotizzabile dunque, allo stato, che la Asl voglia evitare imbarazzo in caso di eventuali svolte nell'inchiesta sulle responsabilità penali che a breve potrebbe avere una prima discovery. Claudio Rainone ha rivestito un ruolo di primaria importanza nell'assetto gestionale dell'azienda sanitaria e, ad ogni modo, non è stato l'unico tassello inserito nella procedura del concorso-scandalo, pertanto le sue dimissioni non sono comunque esaustive nell'analisi di ciò che è accaduto dall'inizio delle prove selettive ad oggi. Come si sa l'indagine delegata dalla Procura di Latina alla Guardia di Finanza nasce da un esposto di alcuni candidati esclusi dall'accesso alla seconda valutazione, quella orale.